Il capitano gettò un'occhiata su Luisa e Chérie. «Von Wedel» — l'ufficiale dagli occhi chiari si mise sull'attenti — «tu starai qui.»

[pg!76] Indi il capitano girò sui tacchi, salì impettito i quattro gradini, e sparve per le scale, seguìto dal sottotenente Glotz e due soldati.

Gli altri otto o dieci uomini rimasero nel vestibolo, schierati in fila, rigidi e immobili come tanti soldati di piombo.

Von Wedel con un colpo di piede chiuse l'uscio in faccia a costoro; quindi si volse a contemplare le tre donne lasciate in sua custodia.

Mosse lentamente, con passo deliberato, verso di loro; ed esse indietreggiarono tenendosi ancora per mano e levando su di lui gli occhi stellanti e spauriti.

Egli era molto alto e molto largo di spalle e torreggiava sopra le tre figurette tremanti.

Rimase, così, fissandole per alcuni istanti; i suoi occhi chiarissimi andavano da Luisa a Chérie, da Chérie a Mirella, poi tornavano a soffermarsi su Chérie.

«Ebbene, colombelle?» disse alfine; e rise. «Ci aspettavate dunque? Vi siete vestite da festa per riceverci?» Nei tre paia d'occhi alzati su di lui fluttuava molta paura.

Egli rise ancora, e mosse d'un altro passo più vicino. Subito tutte e tre indietreggiarono.

«Ebbene? Perchè non rispondete?»