Sì, sì! Ecco laggiù la stecchita siloetta di Frida, e accanto a lei l'ancor più stecchita siloetta di Mirella, di cui le esili gambette non avevano percorso che dieci brevi aprili. La sua chiara voce infantile trafisse l'aria.

«Chéri-i-e! Chéri-i-e! Torna indietro! Vieni a prendermi!»

[pg!7] E Chérie, con un sospiro, nuotò pianamente verso la spiaggia.

Mirella le corse incontro, mandando a spruzzi l'acqua con molti strilli d'allegria, mentre Frida si fermò vicino alla riva dove l'acqua era alta pochi centimetri. Ivi compì una serie di riti igienici, bagnandosi prima la fronte, poi il petto, e poi ancora la fronte e finalmente sedendo solennemente nell'acqua il tempo di contare da uno a cento.

Così, concluso il suo bagno, la governante tedesca — con molte raccomandazioni gridate a Chérie e Mirella che non l'ascoltavano — tornò a casa a vestirsi.

Un'ora dopo ella apparve di nuovo sulla spiaggia, correttamente abbigliata nel suo Reformkleid, colla salsiccia di capelli asciutti riinstallata a sommo della testa ancora umida. Girando gli occhi intorno in cerca delle due fanciulle le vide stese immobili sulla sabbia, supine, ad occhi chiusi, sotto il sole cocente. Facevano finta d'essere morte; e davvero, pensò Frida nel guardarle così piccole e immote su quella immensità sabbiosa, parevano due poveri esseri affogati, due meschini brandelli d'umanità che il mare avesse rigettato sulla sponda. Prima ancora che arrivasse vicino a loro le [pg!8] passò d'accanto come una saetta Cirillo, il maestro di bicicletta — l'uomo-scimmia, come lo chiamavano le ragazze. Egli andava a tutta velocità — pedalando su di una macchina e guidando l'altra — verso quelle due piccole figure sdraiate. Esse, appena lo udirono, balzarono in piedi; e prima che Frida potesse arrivare a loro, Mirella era già issata su una vecchia bicicletta rugginosa, mentre Chérie — snella figuretta scarlatta, i capelli aurati al vento, le braccia e le gambe candide biancheggianti fuor del vestitino rosso — filava via, già lontana, sulla sabbia elastica e liscia.

«Non approvo», ansò Frida correndo a fianco di Mirella, traballante sul suo ferravecchio mentre l'uomo-scimmia le trotterellava dietro reggendo il sellino, «non approvo questo andare in bicicletta in costume da bagno....»

«Oh, Frida, smetti di sgridarmi, che mi fai cadere,» gridò Mirella, e infatti, dopo varie terrificanti oscillazioni, la bicicletta descrisse un rapido semicerchio, e corse giù nel mare.

Mirella fu molto in collera con Frida e colla bicicletta, e coll'uomo-scimmia; questi, ridendo coi denti molto bianchi nella faccia molto nera, la rimise in sella.

Frida si stancò presto di seguirli e andò a [pg!9] sedersi vicino ad una barca capovolta a leggere «Der Trompeter von Säkkingen».