Chérie si mise in fretta e furia le calze nere, occhieggiando ridente a Mirella; e nulla poteva esser più dolce a vedersi di quelle pupille rilucenti traverso il velo dei capelli sciolti.

Eccola pronta; il largo cappello a pastorella calcato sui baldi riccioli, Amour stretto nuovamente sotto al braccio; e con un cenno di commiserazione a Mirella — fremente d'impazienza per dover aspettare Frida — ella corse giù per la stretta scala di legno di Villa Esther (chez Madame Guillaume) e fuori, col viso ridente rivolto al mare.

La breve rue dei Moulins di Westende, per metà non ancora fiancheggiata da fabbricati, parte da un nuovo «hangar» per aeroplani e conduce alla larga passeggiata asfaltata che costeggia il mare. Chérie v'incontrò qualche altro bagnante. Alcuni uomini tornavano dalla [pg!4] spiaggia, in maglia rigata, nude le gambe abbronzate, con un asciugamano bagnato intorno al collo e i capelli umidi appiccicati sulle gote. Essi passarono accanto alla figuretta pittoresca nel succinto costume da bagno rosso, senza quasi guardarla; già, lungo tutta la spiaggia — da Nieuport, venti minuti verso Ovest, fino ad Ostenda, a mezz'ora verso Est — se ne vedevano a centinaia di questi graziosi tipi di scolaretta lanciati a volo sulle sabbie; mentre tutte le «figlie di gioia» da Bruxelles, Namur e Spa, aggiungevano la loro nota più acre e provocante all'azzurra gaiezza della scena estiva.

Chérie, passando davanti al negozio di biciclette, salutò con un cenno della mano Cirillo Wibon, che inginocchiato davanti alla sua «pétrolette» da corsa, ne lavava il naso lucente colla tenerezza d'una nutrice e l'orgoglio di un padre.

«Non scordate le due biciclette, alle undici, sulla spiaggia», gridò Chérie in fiammingo, e Cirillo sollevando rapidamente l'indice ai bruni capelli fè cenno d'aver inteso.

Chérie proseguì quasi correndo traverso la larga passeggiata e scese a salti gli scalini che vanno alle sabbie, quelle vaste sabbie di Westende da cui si vede un orizzonte di tre quarti [pg!5] di cerchio, quelle sabbie che vanno a perdersi nelle tragiche dune deserte. Chérie si lasciò cadere dalle braccia Amour che, fatto un ruzzolone, si raddrizzò, scavò in fretta colle zampe posteriori una breve serie di buchi nella sabbia e poi si allontanò di trotto in cerca di certi suoi odiati nemici contro cui nutriva foschi e perpetui rancori: un levriere scarno e pretenzioso, un impertinente fox-terrier, e un vilissimo cagnolino nero, tremebondo, di cui i gusti e la storia non comportano indagini.

Chérie s'inoltrò attraverso il mezzo chilometro di arena asciutta nella quale i suoi piedi affondavano ad ogni passo; giunta alla superficie liscia che la marea scendente lascia dura e levigata, tolse rapida accappatoio, cappello, sandali e calze; e a passetti brevi, in punta de' piedi corse nell'acqua. Lesta e leggera traversò a piccoli salti le prime arricciature delle onde finchè l'acqua non le cinse i ginocchi, e la gonnellina rossa si gonfiò a pallone tutto intorno a lei. E corse avanti con piccoli brividi e grida di piacere, alzando le bianche braccia al di sopra della testa, mentre l'acqua saliva e l'accerchiava del suo fresco e forte abbraccio. Il sole gettava una rete di brillanti sul mare di raso celeste; e la fanciulla sentì improvvisa in sè come [pg!6] una cosa selvaggia e viva la gioia dell'esistenza.

Congiunse in alto la punta delle dita, e si tuffò nelle scintillanti acque; indi ne emerse, ricacciando dalla fronte colla manina bagnata i bagnati capelli. E si spinse al largo, nuotando, verso il cerulo orizzonte, sognando di nuotare e nuotare così, per sempre, e andarsi a perdere nell'infinita azzurrità del mondo.

Un aeroplano tornando da Blankenberghe a Nieuport passò con iroso ronzìo, e Chérie si volse e nuotò supina per vederlo meglio; lo salutò agitando il braccio ignudo e sgocciolante.

Per un istante ebbe l'impressione che l'aeroplano facesse un tuffo e stesse quasi per caderle addosso; indi lo seguì collo sguardo, trattenendo il respiro, inquieta per la salvezza del pilota, finchè non si dileguò nella lontananza. Allora si rivolse e riprese a nuotare, guardando verso la spiaggia lontana, per vedere se appariva Mirella.