«Vae victis!» sospirò, ingurgitando un altro bicchiere di cognac e sogguardando di traverso Luisa che seguiva con occhi stralunati ogni sua movenza. «Se non io.... Glotz.... o qualcun altro.... soldati ubbriachi....»

S'avanzò barcollando verso di lei che si aggrappava disperatamente alla porta. «Guai ai vinti, mia povera donna!... Sigillo della Germania.... ordini superiori.... — Perchè dovrei fare il vecchio cammello?...»

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PARTE SECONDA

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VI.

E' piacevole cosa, in un mite pomeriggio settembrino, starsene seduti nella verde quiete di un giardino in Inghilterra. Piacevole è sorseggiare il thè e discorrere del tempo e della guerra, mentre i passerotti avventurosi vi saltellano vicini sull'erba vellutata, e una lieve brezza vi porta, misto a un profumo di reseda, il lontano alito del mare.

Così pensavano nella loro anima pacata le due sorelle, Miss Jane e Miss Julia Corry, volgendo intorno gli occhi azzurri, sereni, soddisfatti a mirare i prati, i passerotti, il servizio d'argenteria, i crostini imburrati, e la loro migliore amica Miss Lorena Marshall, venuta da Harrow a prendere il thè con loro e di cui le serene pupille brune riflettevano la stessa pacata felicità.

[pg!106] Tutte e tre avevano, sotto alle ravviate chiome grige, il viso ancora giovane; tutte e tre avevano entro il severo petto verginale un cuore impressionabile e tenero; tutte e tre avevano attraversato l'esistenza, contegnose ed impeccabili, senza deviare mai dalla più rigorosa anglosassone convenzionalità.