«Ma perchè? perchè?» ripeteva Mirella quasi piangendo. «Ma dunque non lo sa Lulù che abbiamo fissato di festeggiar qui il tuo compleanno?... E che Lucilla e Jeannette e Cricri vengono tutte qui apposta?»
«Lo sa, lo sa», rispose Chérie volgendo i suoi dolci occhi perplessi dal visino sconcertato di Mirella al volto impassibile di Frida. «Ma dice.... dice che sta per scoppiare la guerra.»
[pg!13] «La guerra? Ebbene? E che cosa c'entra con noi la guerra?» esclamò Mirella risentita. «Oh, che rabbia, che rabbia! E dire che avevo imparato a nuotar tanto bene, toccando terra con un piede solo!»
[pg!14]
II.
L'indomani il sole si alzò caldo ed iroso. Era il trenta di luglio. Alle dieci Frida aveva fatto tutti i bagagli.
Amour, confortato da un osso, fu messo nella sua cesta da viaggio, dove stava assai pigiato; ma un po' con carezze, un po' con qualche schiaffo, il coperchio scricchiolante potè finalmente essere chiuso sopra il suo dorso tondo.
Poi bisognò aspettare la carrozza, ordinata per telefono ad Ostenda fin dalla sera innanzi.
Ma la carrozza non arrivava. Alle undici Chérie corse all'ufficio del telefono e parlò, con molta severità, alla Rimessa Boulant di Ostenda.
«Eh bien? Questa carrozza? L'abbiamo ordinata per le dieci. Viene si o no?»