«S'il vous plaît Londres?»
Allora accadde una cosa strana.
Il terzo spettro — sorrise!
Fu un vero sorriso, un sorriso radioso, un sorriso a fossette che trasformò subitamente lo spettro in una fanciulla incantevole.
«Merci. L'Angleterre nous plaît beaucoup;» diss'ella in francese per non offendere il suo interlocutore. Poi soggiunse in un inglese timido e corretto: «Abbiamo trovato che Londra è molto bella.»
«Oh! guarda!» esclamò la signora Whitaker in tono risentito. «Ma voi sapete dunque l'inglese?»
E la sua voce esprimeva lo stupore e l'offesa di chi vede altri adoperare senza suo permesso una cosa di sua esclusiva proprietà.
«Un poco, signora,» mormorò la giovanetta. E sotto lo sguardo austero della signora Whitaker il soave sorriso svanì, le fossette sparvero [pg!128] e la fanciulla ridiventò il pallido spettro di prima.
Le due dame con un cenno di saluto si allontanarono.
Giorgio ed Eva, dopo un momento d'esitazione e d'imbarazzo, le seguirono.