La signora Whitaker rivolse loro la parola in inglese, parlando molto forte coll'idea di farsi capir meglio. Ma pareva che non la udissero. Certo non fecero alcun tentativo per rispondere alle sue amabili osservazioni sul tempo.
[pg!126] Lady Mulholland colpita dal lugubre aspetto delle tre sventurate stese loro commossa la mano.
Due di quegli spettri risposero al suo gesto ponendo per un istante le loro mani inerti e fredde nella mano di lei. Ma la terza — Lady Mulholland si accorse con stupore che questa era una bambina, benchè portasse come le altre una lunga veste nera — nè si mosse, nè mutò la fissità dello sguardo impietrito.
Vi fu un silenzio un poco imbarazzante. Allora Lady Mulholland, facendo la sua più amabile voce da società domandò: «E così? Come vi piace l'Inghilterra?»
Nessuna risposta.
La signora Whitaker si volse a suo figlio: «Giorgio mio, domandaglielo tu in francese.»
Il «mezzo parigino» si fece avanti — timido come tutti gli inglesi davanti alle donne o al dolore. Il rossore gli salì alla fronte abbronzata, tossì e si schiarì la gola. Finalmente domandò con impeto:
«S'il vous plaît Londres?»
Aveva rivolto questa interrogazione alla più alta delle tre, ma essa lo guardò con occhi trasognati e parve non capire. Vicino a lei stava la bambina, ma anche questa nè rispose, nè parve [pg!127] avere udito; teneva i grandi occhi sbarrati, fissi in volto alla sconosciuta signora Mulholland, nè sembrava accorgersi che altri fossero intorno a lei.
Giorgio si fece anche più rosso in viso e si rivolse verso il terzo spettro. Tossì nuovamente, e ripetè la sua domanda: