«Al Comitato mi hanno detto che erano ottime persone — moglie, sorella e figlia di un dottore.»
«Misericordia! E sembrano pezzenti!» fece Eva.
«Sembrano spaventa-passeri,» disse Giorgio.
«Anche il console belga,» continuò il signor Whitaker, «mi ha detto che erano persone distintissime. Teresa,» soggiunse guardando sua moglie, «credo che avremmo dovuto insistere perchè prendessero i loro pasti con noi.»
[pg!130] «Ma se ho insistito,» rispose un po' aspra la signora. «Mi hanno risposto che preferivano mangiare da sole.»
«E allora rispettiamo il loro desiderio,» concluse il signor Whitaker, aprendo una rivista commerciale.
«Ma pensa, papà,» seguitò Eva, issandosi sul bracciolo della poltrona e carezzando i capelli un po' radi di suo padre; «pensa! la più piccola — quella cogli occhi così spauriti — è sordomuta.»
«Chi te l'ha detto?» chiese la signora Whitaker alzando gli occhi dal lavoro. «Sua madre?»
«No; me l'ha detto quell'altra — quella delle fossette, che parla inglese. Ah! quanto è carina quella! Vero, Giorgio?»
«Si chiama Chérie,» osservò il fratello.