Dopo un istante di pausa, il Manfredi incominciò:

— Ma che è stato, Dio buono? Abbiamo passata una notte terribile. Iersera il conte di Castelbianco è venuto a darci la notizia che tu avevi un duello stamane. Sono escito per tempo, sperando d'imbattermi in qualcheduno che potesse darmi notizie, e non ho trovato che il duchino di Roccastillosa, il quale usciva dal circolo dello Sport... per andarsene a letto. Egli non sapeva nulla di preciso; soltanto aveva veduto nella notte il conte Guidi, che pareva inquieto e si era chiuso a colloquio con due amici. Allora ho creduto che davvero fosse avvenuta una quistione fra voi due. Ma ti vedo sano e sorridente; sia ringraziato il cielo! Non c'è stato dunque nulla?

— Nulla per me, come vedi; — rispose il Gonzaga. — Il duchino ti avrà anche detto che una quistione occorsa tra me e il conte Guidi era stata composta onorevolmente fin dalle prime ore pomeridiane di ieri. Egli era per l'appunto uno dei padrini del Guidi.

— Sì, mi ha raccontato anche questo. Ma le notizie del Castelbianco....

— Notizie in ritardo, caro mio!

— E l'affaccendarsi del conte Guidi, questa notte, al circolo... — riprese il Manfredi.

— S'è affaccendato per altro, sicuramente: — replicò Cesare Gonzaga. — Ma non parliamo di cose tristi; la nostra Gabriella è molto abbattuta.

— Per timore di lei, signor Cesare; — disse la fanciulla. — Ma ora incomincio a respirare, e se ella mi assicura che non ha più duelli, starò meglio senz'altro.

— Cara! Ne avrò uno, se babbo permette, e con lei. La sollecitudine loro per me, ha condotta qua la figliuola insieme col padre. Il padre mi consentirà di cogliere l'occasione per fare alla figliuola un certo discorso, che doveva venire senza fallo qualche ora più tardi, in casa sua. Meglio adesso, e qui, dove il destino ha voluto. Credete a me; se c'era momento buono per farlo, quel tale discorso, questo a dirittura è l'ottimo.

— Sai che ti ho dato ampia facoltà; — disse il Manfredi. — E se tu riesci a persuaderla....