— Oh, la persuaderò senza dubbio. Ma siccome annoierei te, che conosci già gli argomenti....

— Ho capito; me ne vado, — disse Andrea.

— Di là, — soggiunse Cesare, — dove c'è qualcheduno che vedrai volentieri. —

E premeva frattanto il bottone del campanello.

Happy non tardò a presentarsi all'uscio.

— Accompagna il signor senatore dal cavaliere Valenti; — gli disse il Gonzaga.

— Andiamo dal nostro cavaliere, — conchiuse il Manfredi. — Egli sarà molto maravigliato di vedermi in sua casa, a quest'ora. —

E andò, l'onorevole uomo, assai lontano dall'immaginarsi lo spettacolo che lo attendeva nella camera di Arrigo.

XVII.

Gabriella aspettava e sorrideva. Era sicura di vincer lei, la bella e forte fanciulla. Non amava Arrigo il savio; amava Cesare, il generoso, Cesare il buono, Cesare il grande. Non gliel avrebbe detto, no, glielo avrebbe lasciato indovinare; ma se egli non si fosse apposto al vero, se egli non avesse inteso l'animo della sua candida interlocutrice, tanto peggio per lui! sarebbe stato Cesare... il semplice.