— Per di qua, signor marchese, per di qua! — diceva egli, frattanto, inchinandosi da capo. — Questo è lo studio del padrone.
— Marchese! — brontolò il vecchio signore. — Per chi mi hai preso?
— Scusi, illustrissimo! Non è lei lo zio del cavaliere Valenti?
— Suo zio, certamente.
— O allora?
— Allora saprai, — disse gravemente il vecchio signore, — che si può essere zii, senza essere marchesi.
— Ah, ah, sicuro! — rispose il servitore, facendo bocca da ridere. — Ma egli è che i Gonzaga... scusi, illustrissimo! I Gonzaga sono... i Gonzaga, e portano d'oro con tre fasce di nero. —
Il vecchio guardò con atto di stupore quel servo, che gli blasonava con tanta sicurezza lo scudo.
— Come? — disse poi; — saresti un dilettante di araldica?
— Che vuole, illustrissimo! — replicò umilmente quell'altro. — Servendo i gran signori, ci si piglia anche un'infarinatura di quest'arte.