— Non sono io il tuo unico parente? — disse Arrigo, incalzando. — Non mi ami tu come un figlio? E i Gonzaga di Luzzara hanno da spegnersi anche nel nome?

— Senti! mi ci fai pensare; — rispose lo zio. — Ma questo è anche un curioso momento, per dirmelo!

— Si dice una cosa quando viene in taglio; — rispose Arrigo, niente sconcertato dalla osservazione dello zio. — Quanto al Guidi, io dormo tra due guanciali. Le ragazze, al dì d'oggi, vogliono ben altro che sospiri e grullerie da medio evo!

— Lo vedi? Io ne ho una opinione diversa; almeno di Gabriella; — replicò gravemente il Gonzaga.

— Ebbene, ecco che lei, per intanto, ti dà una graziosa mentita; — disse Arrigo, ridendo. — Gabriella non è stata a sentire i madrigali del conte Guidi.

— Come lo sai, stando qua?

— Stando qua, vedo il temuto rivale che s'avanza, dietro a te, in compagnia di due altri sciocchi suoi pari.

— Tanto meglio; — disse il Gonzaga. — Allora fammi una giravolta sui tacchi, da bravo soldatino, e va in sentinella un po' tu. Finalmente, si tratta della tua felicità.

— Non è conveniente, ora; — rispose Arrigo. — Se quell'altra mi vede!...

— Quell'altra, ahimè! — disse il Gonzaga in cuor suo. — Così le chiamiamo, quando tutto è finito. —