—Per san Giorgio, gli è questo un audace linguaggio,—disse a lui di rimando quell'altro,—e per la prima volta ch'io l'odo, mi piace.
—Vi piaccia, o no, gli è il mio, e lo udrete più d'una volta al
Finaro, se vi piglierà il ruzzo di tornarci.
—Per Dio, se ci tornerò! Non foss'altro, per vedere di quanti palmi t'avranno scavato profonda la fossa!
—Di ciò parleremo;—borbottò Giacomo Pico.—Vi piaccia intanto calarvi d'arcione.
—Volentieri, se m'indicherete un luogo dove possiamo sbrigare i fatti nostri meglio che sulla strada maestra.
—Qui presso, nei greti della fiumana.
—Ottimamente; insegnate la strada.—
E così dicendo, messer Pietro, sempre ilare e disposto alla celia, spronò il cavallo per tener dietro a Giacomo Pico. Ma la faccenda non garbava punto al Picchiasodo, a cui era balenato un pensiero più vasto.
—Non già!—entrò egli a dire sollecito.—Con vostra licenza, messer Pietro, padron mio colendissime, abborro l'acqua, e ricordo in buon punto che siamo lontani appena un cento di passi dall'insegna dell'Altino. Questi degni messeri lo sapranno benissimo, che sono del paese; c'è buona l'accoglienza….
—E meglio il vino!—rincalzò, chiudendo la frase, il Sangonetto.