CAPITOLO VII.
Come Giacomo Pico parlasse a madonna Nicolosina e qual risposta ne avesse.
Riposiamoci un tratto dai combattimenti e dai pensieri di guerra. Il castello Gavone, lontano ancora da queste gravi molestie, c'invita. Lassù, in una camera alta del torrione dell'Alfiere (che guarda alla marina da ponente, come il torrione della Madonna a levante, mentre gli altri due, del Marchese e della Polvere, guardano, nello stesso ordine, dalla parte di tramontana) c'è il nostro Giacomo Pico, seduto la maggior parte del giorno su d'una scranna a bracciuoli, nella strombatura d'una smilza finestra, dond'egli beve la tiepida luce del sole.
La perdita del sangue lo ha infiacchito, lo ha reso bianco in volto come un cencio lavato; ma infine, quel che gli ha tolto di forza e di fierezza, gli ha aggiunto, in una certa misura, di leggiadria. Dico in una certa misura, intendiamoci; che non aveste a pigliarlo in iscambio d'un fior di bellezza, nato lì per lì e sbocciato sotto la penna dello scrittore, per comodità delle sue invenzioni. Vo' dire soltanto che il ruvido giovinotto s'era in quella occasione raggentilito di molto e che aveva fatto una ciera, da pigliarci amore le donne a cui piacciono le pallidezze e i languori.
Madonna Nicolosina e madonna Bannina, figlia e madre, come sapete, consolavano spesso di lor presenza il ferito. La Gilda andava e veniva, aliava a guisa di farfalla, e trovava modo, ora con un pretesto, ora con un altro, di essergli sempre dattorno. Nè ciò gli sarebbe dispiaciuto (perchè una bella ragazza non fu veduta mai di mal occhio da alcuno) se a lui da molti giorni non avesse pigliato la smania di restar solo, almeno per dieci minuti, con madonna Nicolosina.
E questo, per l'appunto, questo che desiderava più ardentemente, non gli era anche riuscito. In quella vece, e più d'una volta, era rimasta sola con lui la Gilda, desiderio e tormento del suo amico Tommaso Sangonetto. La fortuna è cieca, avrebbe notato costui, se lo avesse risaputo. Ma il lettore, che già conosce un cantuccio del cuore di Gilda, penserà con ragione che non fosse tutta fortuna, quella che faceva trovare la ragazza a quattr'occhi col ferito. Senonchè, la povera Gilda sprecava ingegno e fatica; Giacomo Pico non le aveva mai detto pur una di quelle parole, che ella si aspettava sempre da lui.
Se la Gilda avesse avuto un miccino d'esperienza degli uomini, avrebbe saputo che quando uno di questi bipedi implumi è presso ad una donna non brutta, nè spiacente, e non incomincia a coniugarle quel verbo, gli è segno evidente che l'ha coniugato, o pensa di coniugarlo ad un'altra, E la Gilda, a guardarsi nulla nulla dintorno, avrebbe capito altresì dove fosse l'argomento delle coniugazioni di Giacomo Pico. Di belle ragazze, al castello, non ce n'eran che due.
Tornando al ferito, il lettore avrà argomentato di leggieri che, se egli poteva pensare ai colloquii e mandare dal profondo dell'anima le sue giaculatorie alla giovine castellana, il suo non era un mal di morte per fermo. Diffatti, la ferita, non essendo delle più gravi, si andava rimarginando, e la gioventù, questa, gran medichessa che la sa più lunga di tutto il dotto collegio, aveva secondato le cure del cerusico Rambaldo, che era, per altro, la prima lancetta del marchesato.
Ma ohimè, se una piaga si era risanata, un'altra s'era inciprignita; e questa era la piaga fatta nel cuore di Giacomo dagli occhi inconsapevoli di madonna Nicolosina.
Così, mentre il corpo si rinvigoriva di giorno in giorno, l'animo si struggeva nel desiderio di potersi aprire alla donna de' suoi pensieri, o almeno di conoscere che cosa pensasse ella di lui. Amorevole e sollecita gli era parsa bensì in tutti que' giorni e più assai che non fosse mai stata con lui negli anni andati, quando la tenera età, non che scusare, consentiva ogni dimestichezza maggiore; ma anche qui non c'era da cavarne un costrutto, essendo l'affettuosa cura un uffizio di pietà, naturalissimo nella donna, per chi soffre d'un male visibile, a cui ella possa portare rimedio, o sollievo. Ora, se egli avesse potuto dirle di quell'altro suo male invisibile che portava nel cuore, come sarebbe stata accolta la sua confessione da lei? Questo era il busilli.