Per altro, se madonna Nicolosina aveva il cuore ben fatto, era anche d'animo riguardoso e severo. Epperciò, data una fuggevole occhiata al forastiero e involontariamente pensato ciò che vi ho detto, raccolse modestamente la ciglia a terra, mentre la sua bionda testolina accennava ad un mezzo saluto.
Questa era cortesia necessaria, in risposta ad un leggiadro inchino del forastiero. Il quale, del resto, nel curvare la fronte, non abbassò altrimenti le ciglia, ma le tenne alte, ferme, diritte su lei, come quegli che non volea perdere nulla di quella rara veduta.
Ho detto che madonna Nicolosina era bellissima tra le belle. Di lui v'ho raccontato pur dianzi. Aggiungo per ambedue, che mai sulle porte del paradiso si scontrò una coppia d'angioli più leggiadra di queste due creature umane, ravvicinate dal caso su per le scale del castello Gavone.
Che fanno gli angioli, allorquando s'incontrano per via? Spiriti d'amore, debbono sentirsi fratelli, vedersi assai volentieri l'un l'altro e dirselo cogli atti, se non colle parole, a vicenda. Forse (e qui un povero profano par mio non può far altro che ragionare in via d'induzione) si toccano leggermente, sfiorano col sommo delle ali la casta dolcezza d'un bacio.
Ma là non erano angioli, bensì due figliuoli degli uomini, con tutti i riguardi, con tutti i vincoli, con tutte le noie, che un cerimonioso costume e una puntigliosa morale, detta con giusto rappicciolimento etichetta, impongono ai bistrattati nipoti d'Adamo. Ed ecco perchè madonna Nicolosina, abbassò gli occhi facendo un mezzo saluto al forastiero, ed egli, dopo aver fatto un inchino, si tenne rispettosamente indietro, ma guardandola senza misura, bisogna pur dirlo, e divorandola quasi degli occhi.
La bella visione passò, cara e gioconda come un raggio di sole per mezzo alle nuvole, inebbriante come una fragranza di gelsomini, portata a noi dalla brezza. E come fu passata, il giovane forastiero senti una stretta al cuore, e, colla stretta, un desiderio infinito di rattenerla, di vedere anche una volta quel suo angelico viso, di udire il suono della sua voce.
Non vi è egli mai girato per la fantasia, vedendo una bellissima donna passarvi rasente per istrada, o soavemente composta a verecondia come la Beatrice di Dante, o splendida di consapevoli vezzi come la tormentatrice di Francesco Petrarca, non vi è egli mai girato per la fantasia di bisbigliarle all'orecchio: fermati, angelo, o demonio, io ti amo?
Io, per me, tengo che questo giuoco lo abbiano in tasca un po' tutti. Senonchè, soltanto gli sciocchi ardiscono spiattellarlo sul volto ad una sconosciuta che passa, col pretesto che ad ogni donna torni gradita la giaculatoria, anche buttata là, a bruciapelo, come si direbbe un'ingiuria. Gli assennati, in quella vece, guardano e tacciono, pensando che, se la donna è di alto grado, sarebbe offesa un omaggio così audacemente reso, e se non lo è, parrebbe atto di poca stima, o nessuna, trattarla diversamente da una di quelle che vanno per la maggiore.
Tutt'altro da questi che ho detto, appariva il caso del giovine forastiero. Egli non era per istrada, ma in casa, e, secondo tutte le più ragionevoli apparenze, in casa di lei. Colà, una parola sola poteva considerarsi come appiglio ad una onesta dimanda. Avesse anche detto dell'altro, poteva soggiungere il perchè e il percome della sua ammirazione per lei. E poi, e poi, bisognava saper le cagioni della sua venuta al castello; bisognava intendere che dubbi gli avesse fatti nascere in mente l'apparizione di quella divina creatura; bisognava capire come gli fosse mestieri di chiarirli senza indugio; indi, se proprio era il caso, dargli biasimo del suo ardimento.
Imperocchè, già s'indovina, il giovinotto si disponeva a fare qualche cosa d'insolito. Era stato in forse, aveva titubato un istante; ma il desiderio aveva soverchiato la ragione, e si era mosso per tener dietro a madonna. Ella forse dal canto suo si aspettava cotesto; senza volerlo, senza avvedersene, aveva rallentato il passo. Arcani del cuore!