— Che è stato? — domandò padron Giacomo, e parecchi altri con lui.

— Lo saprete; — risposero quelli. — Presto alla barca, e tutti in aiuto! C'è una donna in mare. —

Il vecchio pescatore provò uno strano rimescolo a quelle parole: “una donna in mare„. E senza star troppo a pensarci su, senza sentir più il desiderio di salire alla montagna, corse alla spiaggia, urtò sua moglie, che voleva trattenerlo, per sapere che diavolo fosse accaduto, e andò a varare la sua barca. Tre giovanotti lo aiutarono; quattro minuti dopo, la barca era in acqua, e andava a voga arrancata verso il promontorio.

La lancia dei doganieri seguì prontamente quella di padron Giacomo, e snella com'era, non tardò a passarle da proravia. Egli non intendeva nulla, non chiedeva nulla; un vago terrore lo aveva percosso; teneva dietro ai doganieri, aspettando un raggio di luce in quelle tenebre dense del suo intelletto.

Ad un certo punto la lancia si fermò, e i doganieri tesero lo sguardo sulle acque; indi verso la rupe. Padron Giacomo stette anch'egli sul remo, e guardò dove essi guardavano. Ma sul mare non si vedeva nulla; lungo la balza nemmeno.

— Anche lui, perduto! — esclamò uno dei soldati. — Che disgrazia!

— No, vedete lassù, dove c'è quel cespuglio più fosco; — disse un altro. — Non vi pare che ci sia un uomo?

— Sicuro, è lui; se n'è spiccato or ora. Ahi, gli dev'essere mancato il piede. Scivola! Si è di nuovo aggrappato a qualche cosa. Poveretto! È cosa da mettere i brividi in corpo. —

La barca di padron Giacomo s'era accostata al bordo della lancia. Uno dei giovanotti che accompagnavano il vecchio pescatore bisbigliò timidamente all'orecchio d'una guardia:

— Scusate, chi è quell'uomo che scende di lassù?