Per altro si trattenne in tempo, ricordando che messer Gandolfo non era mai bello, non solo ai primi raggi del sole, ma neanche quando cadeva il crepuscolo.

Questi intanto, per vincere il rimorso, si sdegnava con sè medesimo.

— Alla fine che c'è di strano? Mi vendico. Forse che non potrò più vendicarmi? E non ho sofferto abbastanza? Avrei dovuto vedermi sempre quella coppia di felici davanti agli occhi? Per Dio, siamo infelici un po' tutti. L'abbia un altro e la tenga. Una donna di più, una donna di meno, la Cristianità non andrà mica a soqquadro! —

CAPITOLO XV. Una triste novella.

I nostri viaggiatori partirono dal castello di Kanat a giorno inoltrato, perchè Bahr Ibn non sapeva staccarsi da Arrigo di Carmandino. Gli amplessi fraterni di quei due nemici, così fatti per amarsi l'un l'altro, si ripetevano, e non senza accompagnamento di lagrime. Non si è impunemente salvata la vita ad un uomo, non si è ricevuto impunemente un gran benefizio da lui, non si è vissuti impunemente un anno insieme, compagni di tutti i giorni, partecipi di tutte le gioie, di tutte le ansietà, di tutti i pericoli. Bahr Ibn era d'indole altera, e, giusta la natura degli Ismaeliti, traente al feroce; ma si sa che appunto in quelle anime vergini di ogni coltura allignano più facilmente gli affetti gagliardi e vi mettono più profonda radice. Era un amor di guerriero, quello di Bahr Ibn per Arrigo di Carmandino. Si aggiunga che lo Sciarif, guerriero fin dai primi anni dell'adolescenza, sbalestrato dal destino in sempre nuove avventure, non aveva amato mai d'altro amore, ed espandeva nell'amicizia un ardore, che lasciava indovinare com'egli avrebbe amato una donna, il primo giorno che si fosse imbattuto in quella che doveva destargli le vampe del desiderio nel sangue.

— Ci vedremo noi più? — chiedeva Bahr Ibn, tenendo ancora tra le sue la mano di Arrigo.

— Chi sa? Speriamo.

— In campo.... combattendo! È dolorosa! Perchè non son io nato Cristiano, o tu Mussulmano? —

Caffaro di Caschifellone, che era l'erudito della brigata, entrò a dire:

— Ho letto nei poeti antichi di due guerrieri, che, scontratisi in battaglia, e riconosciutisi per vecchi amici, giurarono di cansarsi sempre, d'allora in poi, perchè il campo era vasto e ognuno aveva allori da mietere, senza bisogno di tinger le mani nel sangue dell'amico.