Nel congedarsi dal Gran Priore, Gandolfo gli disse:
— Mio signore, è un presente da re, quello che io ti ho fatto. La perla d'Occidente non conosce rivali.
— L'hai tanto levata a cielo, — rispose Abu Wefa, — che io sono curioso davvero di conoscerla. Se ti accade di toccar terra nelle vicinanze di Tripoli, vieni a cercarmi. Ti darò in cambio una perla d'Oriente.
— Accetto, quantunque io sappia di perderci troppo.
— Stolto! E perchè allora non l'hai tenuta per te?
— Se fosse stata mia! — esclamò Gandolfo, fremendo. — Se avessi avuta forza bastante per rattenerla in mia mano!
— Sii paziente, adunque, — disse di rimando Abu Wefa, — se non ti è dato ancora esser forte. Addio, Cristiano; o piuttosto, a rivederci. Capisco che anche con voi sarà facile intenderci, se portate qua le vostre collere, i vostri amori e le vostre gelosie d'Occidente. —
Gandolfo chinò la testa raumiliato e partì.
Tornava al suo letto con un rimorso nuovo nell'anima. Avrebbe dato metà della sua vita per non aver scelto quella forma di vendetta. Si coricò, ma non gli venne fatto di prender sonno; e poco dopo, quando Caffaro si accostò al suo giaciglio per risvegliarlo, balzò in piedi fieramente turbato, come quell'altro dovesse leggergli il suo tradimento negli occhi.
— Dio mio, che brutta cera! — avrebbe voluto dir Caffaro.