E biasmo eterno a chi ferìa 'l cavallo.

L'assalto di Tortosa, felicemente riuscito, coperse di gloria il nome Arrigo. E messer Guglielmo, che era stato presente a tutta quella importantissima fazione lodò assai il giovine capitano, pel valore e per la saviezza di cui aveva fatto prova, ottenendo una così splendida vittoria con poco spargimento di sangue.

Non meno lieto dell'Embriaco fu il re Baldovino, che, risaputo appena il felicissimo evento, mandò con gran sollecitudine a Tortosa il suo confidente Folchiero di Chartres, per congratularsi coi Genovesi, e invitare i capi a recarsi in Gerusalemme.

Andarono tutti, e messer Guglielmo condusse la figlia con sè. Del vecchio Anselmo non occorre il dire, perchè questi, nella sua nuova qualità di scudiero, doveva seguire il suo signore, come fa l'ombra il corpo.

Baldovino accolse con grande onoranza i suoi fidi e valorosi amici di Genova, e molto si rallegrò di vedere la bella figliuola dell'Embriaco, che egli aveva già ricevuta nella sua corte, celata sotto spoglie virili, e intorno a cui si era svolta, in quel breve spazio, di tempo, una vicenda così assidua di strane avventure.

Data la parte loro alle cerimonie ed alle feste, il re Baldovino pensò a cavare i frutti di quella visita, impegnando i Genovesi all'imminente assedio di Tripoli. Quell'altra impresa era stata disegnata e doveva essere condotta dal conte di Sant'Egidio, uno dei pochi baroni d'Occidente, rimasti a difesa del regno crocesegnato.

Messer Guglielmo promise, in nome dei suoi figli e di tutta l'armata che essi guidavano. Quanto a lui, era venuto per un ufficio di padre, e doveva ritornare incontanente a Genova, dove lo richiedevano le sue cure di console. Per altro, innanzi di rimettersi in mare, il forte uomo avrebbe voluto assicurare la sorte della sua Diana, dandola in moglie ad Arrigo. Ma qui, dove meno se l'aspettava, occorse l'intoppo. Arrigo non era più libero, e doveva rinunziare ad ogni speranza di felicità sulla terra.

— Padre mio, — diss'egli piangendo, — quando avevo perduto ogni fiducia nelle mie forze e in quelle degli uomini, per rintracciare la vostra diletta figliuola e liberarla dalle mani dei tristi, ho giurato di consacrare il resto dei miei giorni all'Ordine del glorioso San Giovanni, se madonna Diana fosse restituita incolume ai suoi cari.

— E al vostro voto, Arrigo, io son debitrice della mia salvezza; — rispose Diana, non meno commossa di lui. — Questo è volere di Dio; rispettiamolo. Io pure ho giurato. O di Arrigo, o di nessuno. Voi tra gli Ospitalieri di San Giovanni; io tra le vergini di Santa Maria Latina. —

Messer Guglielmo non seppe che rispondere.