— Lui per l'appunto; — interruppe Baldovino, a cui tornava in mente la vecchia disfida; — e rimase debitore alla generosità di Arrigo della sua vita e della sua libertà.

— Sire, — ripigliò il biondo scudiero, riconducendo a' suoi principii il discorso, — mi concederete voi dunque la scorta?

— Questo io farò, messere, e di buon grado; — rispose Baldovino; — ma non già per Thaanach, nella valle di Jesrael, che Arrigo da Carmandino ha lasciata da parecchi mesi.

— Ah! — esclamò lo scudiero, che si sentiva venir meno.

— Coraggio! — bisbigliò Caffaro all'orecchio del giovane. — Il nostro amico è vivo e sano; è questo che importa, e a cui bisogna por mente.

— Pur troppo! — pensò Gandolfo del Moro, che, come potevate argomentare, era sempre il compagno inseparabile di messer Nicolao.

S'ha a dire per altro, a sua lode, che Gandolfo non avea più fatto cenno dell'amor suo, nè delle sue pretensioni alla mano della fanciulla degli Embriaci. Era tornato in Genova dalla impresa di Cesarea sperando che Arrigo fosse morto e che il tempo cancellasse l'immagine di lui nel cuore di Diana; ma la morte di Arrigo non si era potuta provare e il tempo non aveva saputo cancellar nulla. Che fare? Diana era stata in fil di vita; da ultimo aveva smarrita la ragione. Questo almeno pareva a lui, che non sapeva spiegarsi altrimenti gli atti e i propositi della bellissima tra le donne. Che dir poi di suo padre? Di suo padre che l'aveva secondata ne' suoi strani disegni? Che anche a lui avesse dato volta il cervello? Gandolfo del Moro non ci si raccapezzava, e già aveva rinunziato a cercarne l'intiero.

Però si era chiuso l'amor suo nel profondo dell'anima, lo aveva sigillato come la mistica fontana del Cantico de' Cantici. Che cosa avveniva là dentro dell'amor di Gandolfo? Si trasformava purificandosi, o si mutava in odio? L'una cosa e l'altra erano possibili del pari.

— Sì, Arrigo è vivo è sano; — proseguiva intanto il re Baldovino, che non poteva non udire le parole di Caffaro, altro amante senza speranza, ma di così nobil sentire che non lasciava dubitare un istante di lui. — Infatti, nel suo messaggio, che v'ho accennato poc'anzi, lo Sciarif mi aggiungeva com'egli andasse col suo prigioniero ed amico verso i confini d'Egitto.

— D'Egitto! — ripetè Ugo Embriaco, stupefatto. — E con quale intento?