Il biondo scudiero diede a Gandolfo del Moro un'occhiata, da cui trapelavano insieme diffidenza e stupore.
Gandolfo non vide quello sguardo; ma lo sentì, e fu pronto a soggiungere:
— Sì, Genovesi siamo anzi tutto, e il valore di Arrigo da Carmandino, è gloria della nostra terra. Quale de' suoi nemici, se pure egli potesse averne tra' suoi concittadini, non dimenticherebbe in questo giorno ogni privato rancore, non metterebbe volentieri a repentaglio la propria vita, e la propria libertà, per rivendicare la sua? Sire, voi dite saviamente che Arrigo deve esser libero, e che soltanto il modo gli manca, per ritornar sano e salvo tra' suoi. Bahr Ibn è un infedele, ma è principe e cavaliere, e non può avere dimenticato il debito di gratitudine che lo lega al nostro valoroso compagno d'armi. Resta che noi gli offriamo il modo di uscire dal deserto, andando in traccia di lui, per condurlo alla spiaggia del mare, o dentro i confini del vostro reame.
— Ben dite, messere; — rispose il re Baldovino.
— Orbene, — ripigliò Gandolfo del Moro, fermandosi all'ultima delle fatte proposte, — il pianoro di Aroer non è già troppo distante dai confini di Giudea?
— Essi giungono finora alle falde della montagna di Giuda; — disse di rimando Baldovino. — Bèrseba a ponente e Arad a levante sono le ultime terre del regno.
— Ottimamente, adunque! La vostra liberalità ci fornisce una scorta sicura per muovere di là in traccia del nostro concittadino?
Il re stette alquanto sovra pensiero, quasi meditasse il miglior modo di appagare i suoi ospiti ed alleati, ma veramente perchè studiava la forma più acconcia a togliere l'asprezza d'un rifiuto.
— Troppo numerosa vorrebbe essere la scorta, messeri; — diss'egli finalmente; — e forse basterebbero a mala pena i cavalieri della baronìa di Giaffa. Finora, il deserto di Giuda, che si stende da Tell Arad fino alle spelonche di Engaddi, è infestato da troppo frequenti scorrerie di Arabi ladroni, ed io non potrei consigliarvi nemmeno di avventurarvi con poca gente, mal pratica dei luoghi, oltre la valle di Ebron, nei dominii del nostro fedel barone Gerardo di Avennes.
— Lasciamo in disparte questo disegno; — rispose Gandolfo inchinandosi, con aria rassegnata; — messere Ugo Embriaco potrà muovere almeno coll'armata verso le acque di Gaza?