— Siate generosi coll'ospite, perchè egli viene a voi con tutto ciò che possiede. Entrando, vi reca una benedizione; uscendo, si porta via i vostri peccati. Non siate avari; l'avarizia è un albero che Scitan ha piantato nell'inferno; i suoi rami si stendono sulla terra; chi ne coglie il frutto vi rimane impigliato ed è travolto nel fuoco. La generosità è un albero piantato in cielo da Dio, Signore dell'universo; i suoi rami toccano la terra, e per quei rami l'uomo generoso salirà al paradiso. Colui che accoglie umanamente i suoi ospiti si rallegra e fa loro buon viso. Dio non farà mai male a quella mano che avrà saputo donare.

Quelle erano formole rituali tra gli Arabi, e la precisione con cui erano ripetute doveva chetare i sospetti di Abd el Rhaman, che ben si poteva dire fosse toccato nel suo debole.

I viaggiatori erano giovani all'aspetto, ma stanchi e assai male in arnese.

— Da dove venite? — chiese il vecchio Krebir.

— Da Kanat; — risposero.

— Da Kanat? Non c'è egli più dunque ospitalità tra i figli dello Sceik ul Gebal?

— C'è sempre; ma insieme con essa il desiderio di trattenere i figli del deserto più a lungo che essi non vogliano essere trattenuti. Siano lieti i Fedàvi delle gioie anticipate del paradiso, noi amiamo rivedere le nostre famiglie. Da due giorni andiamo vagando nel deserto senza trovare nè una palma, nè una fontana, nè una compagnia di credenti in Dio, che ci tengano luogo dell'una cosa e dell'altra. Disperavamo già, quando abbiamo veduto, nella luce del tramonto, le sabbie gialle picchiettarsi di nero. Abbiamo indovinato l'avvicinarsi di una carovana e ci sono tornate in petto la speranza e la lena. Servi di Dio, noi ci accostiamo alla tenda che egli ha rizzata davanti ai nostri occhi, e vi portiamo la nostra fame e la nostra sete.

— Non vi affaticate più oltre colle parole; — disse Abd el Rhaman. — Sedete accanto ai nostri cammelli, mangiate e bevete. Il frutto della palma è qui, condito col burro, e l'acqua del pari, attinta ieri mattina al pozzo di Rehobot. —

I due viandanti si gittarono avidamente sul pasto, che era loro apprestato con tanta generosità. E il vecchio Krebir ne godeva in cuor suo. La legge dell'ospitalità è questa, che l'ospite offra e che l'invitato di Dio accetti e mostri di gradire l'offerta.

Un pellegrino giunse una volta presso un Arabo, che lo fece sedere al suo fianco e gli offerse il suo pasto.