—Perchè rimorso? Se tutti i miei mali hanno da essere come questo, io ne invocherò uno al giorno dalla misericordia divina.

—Sì, bravo, si preghi anche un reuma;—diss'ella ridendo;—e lo preghi a me pure. Faccia meglio, per ora; si rizzi in piedi, perchè qui si tocca, e via presto presto, verso la stretta del bottaccio. Ma si tenga ancora all'argine, che oramai, come vede, si può afferrarne già l'orlo. Qua, qua, è fuori di pericolo, sia lodato il Signore!—

Siamo usciti di là tutti inzuppati, e battendo un po' i denti. All'aperto non si poteva andare, col rischio di abbatterci in qualcheduno che vedesse il nostro stato compassionevole. Si rideva come due ragazzacci, che venissero via da qualche impresa un po' matta, e si andava frattanto lungo la siepe delle carpinelle, avviati al rivolo dell'Acqua Ascosa; dove per altro, così bagnati fino all'osso, non avremmo potuto rimanere.

—Che peccato!—le dissi.—Si doveva star qui un'ora almeno, a finire la storia incominciata.

—Un'ora!—esclamò.—Doveva durar tanto, quella brutta storia?

—No, quella poteva esser finita in due minuti, tanto era vuota; ma ce ne sarebbero rimasti cinquantotto per ragionar di cose più liete.

—Ah, volevo ben dire! Ma ciò che non mi può raccontare quest'oggi, mi potrà raccontare un altro giorno.

—Domani!

—Anche domani. Veda di rammentarsela bene.

—Oh, non dubiti; l'ho scritta tutta nel mio memoriale, ed Ella potrà confrontare….