Gran montanara, gran camminatrice nel cospetto di Dio! E non suda, o non pare, mentre io grondo come una fonte. Ma è questo il mio solito; e non mi sento men forte, per ciò, meno voglioso di muovermi. In questo essa è come me; sente il piacere di andare in alto, sente come me il piacere di guardarsi indietro. Questo, poi, diciamo pure che può esserle venuto dalla moglie di Lot. Per fortuna non ci resta di sale. Quantunque, ad un certo punto della nostra salita, e in una delle nostre più belle fermate, la gran diavola fu per rimanermi di stucco. Contemplavamo la valle, così larga e così pittoresca davanti a noi, con tanti casolari sospesi come nidi sui fianchi verdi dei monti, con quella linea della strada che biancheggiava a tratti nel fondo, da qualche radura della frappa, allorquando la mia compagna diede un grido di maraviglia.

—Il lupo, signor Morelli, il lupo! Oh che bella cosa!

—Non tanto, signorina;—risposi.—Ma dove?

—Laggiù, veda; guardando diritto a quella sporgenza della montagna; più sotto, di qua dal grande albero….

—Ci sono, ci sono. Ma non è un lupo, quello; sarà un suo parente; voglio dire un cane.

—Già; e lo pensavo ancor io; ma volevo vedere che atteggiamento mi prendeva Lei, colla sua mazza babilonese. Proprio un cane; e come corre!

—Se non sapessi che è sotto chiave,—soggiunsi,—direi….

—Lo dica; abbia fede, signor Morelli, lo dica. È lui, il nostro
Buci.—

Il nostro Buci! Questo suonava più grato dell'accenno alla mia mazza babilonese e all'atteggiamento che la signorina Wilson si riprometteva da me per far fronte al pericolo. Ed anche, diciamo pur tutto, poteva far piacere l'idea di posseder qualche cosa in società con una bella ragazza; fosse pure un cane di villa.

Era lui, povero cane; era lui veramente, che aveva delusa la vigilanza del padrone, ed era corso sull'orma dei suoi protettori. Quanta strada aveva dovuto fare, per raggiungerci! Ma n'era finalmente venuto a capo; ed arrivando a noi, ansante, trafelato, con un palmo di lingua fuori, faceva ancora una mezza dozzina di salti buffi, mugolando ed alzando le froge per mostrarci tutti i suoi denti in un riso. Terenzio Spazzòli non sarebbe più stato solo a rider così.