—Sarà contento;—dice il burattinaio, a cui brillano gli occhi, poichè mi ha riconosciuto per quel dello scudo.—Ci ho Fasolino in una parte tutta da ridere; Fasolino che scampa dai ladri e poi dalla giustizia.

—Bene, mi raccomando, legnate a tutti, tante legnate da far piangere gli occhi dal ridere. E badate, voglio veder molti morti accatastati sulla ribalta.

—Non dubiti, illustrissimo; ci passerà tutta la compagnia.

—Quanto guadagnate?—gli ho chiesto prima di congedarlo.

—Ah, signore, una miseria! Iersera, che Lei non c'era, appena una lira e venti!—

Poveraccio! Iersera i miei cavalieri hanno dunque lesinato perfino i due soldi?

—Una lira e venti!—rispondo.—C'è da morire. Io per questa sera ve ne dò dieci; sì, dieci, ed eccole qua; ma ad un patto.

—Comandi, illustrissimo, comandi.

—Che questa sera non mandiate attorno il piattellino della buona grazia. Regalo io la rappresentazione, stasera; e resto incognito, c'intendiamo?

—Non dubiti; che il Cielo la benedica.—