—Oh, per questo, non ci ho merito; è piovuto stanotte.
—Ed è una gentilezza che mi usa questa poetica valle;—replicò Filippo, ridendo.—Io non amo il polverio, ed è questa una delle cagioni che mi fanno odiar la campagna. Le altre sono le mosche, i mosconi, le zanzare ed altri animali noiosi che ci s'incontrano. Non è anche la tua opinione?
—Per gli altri animali, sicuramente. Ma ora che c'è l'arsenale, li metteremo a dovere.
—Quando penso,—disse Filippo, mutando registro e mettendo un sospiro tanto fatto,—quando penso a tutte le scioccherie che l'uomo ha commesse, per volersi credere un animale socievole, mi viene la stizza. Era nato per vivere a coppie, ed ha voluto vivere a branchi, far tribù, città, popoli, reami ed imperi. Che cosa ci ha guadagnato? L'ira in casa e la guerra permanente ai confini, o uno stato d'animi che non aiuta certamente a far buone digestioni, nè in casa nè fuori di casa.
—Sei diventato filosofo? Mi congratulo.
—Ma sì, che vuoi? Come tutti i guerrieri, per romper la noia d'un'ora di marcia.
—Non dubitare; siamo quasi alla fine del nostro viaggio. Eccoti l'alma Corsenna, che s'affaccia alla svolta. Vedi quel torrione là in fondo? È una colombaia di casa colonica. Quell'edifizio lungo e nero, che pare un castello o un convento? È una filanda, che non lavora più da molti anni. Il baco non ha voluto attecchire in Corsenna; e il villaggio, che s'incamminava a diventare un borgo, è rimasto villaggio.
—Vedo delle casine, per altro; dei villini sparsi qua e là.
—Certo; e sono l'unica bellezza del paese. Un po' di bianco nel verde, un po' d'acqua corrente da fianco e da piedi, e la gente assetata di fresco ci corre ogni estate a rifugio. Vedi quella palazzina lassù? Pare a mezza costa, di qui; ma per effetto di prospettiva. È veramente sul colmo d'un poggio. Si chiama il Roccolo, ed è il rifugio di una bella signora che tu sai, perchè me l'hai nominata in una tua lettera.
—Per sentita dire;—rispose Filippo.—Di persona non l'ho conosciuta
mai. Il Roccolo!—soggiunse egli.—Che nome! E la signora è forse
Diana cacciatrice? Scherzo, sai; non posso ignorare che si chiama
Armida.