—Del resto, quel poco che dice è sempre assennato;—riprese
Filippo.—Mi pare un'ottima donna, e molto e giustamente superba della
sua graziosa figliuola. Veniamo agli uomini. Il tuo commendator
Matteini è un rudero.

—Ma ben conservato.

—Intonacato, vuoi dire? Aspettiamolo di giorno chiaro, per vederci le crepe.

—E i miei tre satelliti?

—Quelli non li ho studiati ancora. Mi ha tanto distratto quel
Terenzio Spazzòli!

—Sì, ho ben veduto che non lo hai molto gradito.

—Di' pure che m'è venuto a traverso, come una lisca di pesce in gola. Il diavolo se lo porti! ci voleva proprio lui, qui, per dire di avermi incontrato a Montecarlo e veduto in una gara di pistola.

—Che hai vinta; e ciò ti ha messo in buona vista colle signore.

—Ma in troppa vista coi tuoi tre satelliti; non ci pensi, a questo? Ora prevedo che bisognerà cambiare di punto in bianco il nostro giuoco.

—In che modo?