Lo lasciai solo a finir la sua frase. Ero cascato male; proprio sul più debole dei tre. Ma non è stata colpa mia, se quello era il più vicino ad Enrico Dal Ciotto, e se per il secondo mi è venuto sott'occhio. Per lui, frattanto, ho perduta l'occasione di guardar la faccia del Martorana.
La contessa Quarneri volle rimetterci tutti in carreggiata, facendomi le sue congratulazioni.
—Sapete ora,—soggiunse, dopo avermi lodato,—che cosa vogliamo da voi, Morelli?
—Comandate, signora.
—Un'ode,—ripigliò,—un'ode sul povero fraticello. Sì, dico, un componimento poetico a vostra scelta. Mi pare che il soggetto si presti.—
Le signorine Berti si associano, ed anche le mamme, colla sindachessa e la segretaria comunale. Unica, la signorina Kathleen sta zitta. Galatea è classica, non c'è che dire, e non ama queste romanticherie.
Ci siamo messi in moto, per ritornare al paese. Io trovo il modo d'avvicinarmi a lei, che non mi vede, chinata com'è a coglier ramoscelli di menta lungo la proda di un campo.
—Dunque,—le dico,—scriverò i versi sul frate?—
Si volta, mi guarda, abbassa gli occhi e risponde:
—Faranno piacere ad Adriana; li scriva pure.