—Le signorine Berti mi paiono già destinate ad ordinare la fiera. La signorina Wilson, che non ha ancora aperto bocca, potrebbe incaricarsene lei.
—Bene, sì, Kitty!—gridano le Berti.—Lo recita Kitty.
—No,—risponde la signorina Wilson,—non mi sento da tanto. Perchè non puoi recitarlo tu, Adriana?
—Se non vuoi tu, se altre non vogliono, dovrò bene adattarmi a recitarlo io;—conchiuse la contessa.—Purchè il signor Morelli non mi faccia dei versi troppo difficili, come usano ora! Ho poca ritenitiva, e in quello che non capisco mi ci confondo troppo. Ancora, vorrei che i versi fossero rimati a due a due, per aiutar meglio la memoria.
—Sarà fatto come volete, e come avete il diritto di volere, poichè vi piace di recitare una mia composizione, che sarà, al solito, una birbonata.—
L'allusione va al mio Aristarco, che non batte palpebra, ma è verde dalla rabbia. Oh povero Dal Ciotto! e perchè non gliel han detto a lui, di scrivere il prologo? Ne avremmo sentite delle belline.
Egli, del resto, si è quasi scelta da sè la sua parte, tra gli uomini d'arme, e non bisognerebbe incomodarlo per altri uffizi. I suoi due compagni di satellizio hanno accettato di aiutare le signorine Berti nella invenzione dei premii umoristici, per la inevitabile lotteria che accompagna le fiere di beneficenza; ed anzi ne è la chiave di volta, dove scarseggiano le venditrici lusinghiere, onnipotenti, e le borse disposte a lasciarsi taglieggiare. Il commendator Matteini s'incarica di scrivere i numeri nei polizzini da estrarre. Quanto alle carabattole da mettere in vendita, ne promettono tutti la parte loro; e certamente vuol essere una ricca mèsse di novità, di archilèi, di gingilli, di cianciafruscole, di balocchi, di piccole utilità ed anche di inutilità, per le quali si spoglieranno tutte le botteghe dei paesi vicini, incominciando da Dusiana. Il concerto, per la parte istrumentale, avrà il sostegno della banda che ho scritturata io, con tanta prontezza, levata a cielo dalle signore: ma ci saranno anche i tre mandolini delle Berti. Non sapevo ancora di questa dote musicale delle signorine; ma già, qual è oramai la casa signorile dove non trionfi il mandolino, accanto al pianoforte? E con accompagnamento di due mandolini, la maggiore delle Berti, deposto per un istante il suo, canterà due canzoncine spagnuole; magari quattro, se ad ognuna delle prime ci sarà la richiesta del bis.
Abbiamo dunque già imbastito e messo in carta ogni cosa. Ci potranno essere delle varianti, delle aggiunte, delle sostituzioni, ma nel complesso ci troviamo ormeggiati. Manca il luogo adatto per il triplice trattenimento, e a me sovviene la filanda, chiusa da parecchi anni, che si potrebbe ottenere assai facilmente, in grazia del santissimo fine. Andiamo per intanto a visitarla: nella morente luce del crepuscolo vediamo quanto basta per collocare coll'immaginazione trecento persone entro la gran sala squallida, che si potrà rinfrescare d'una man di bianco e ornare alla meglio con frasche di castagno e coi quadri dell'Asilo. La fiera si potrà mettere, per maggior comodità dei Corsennati, sotto gli archi del porticato; il tiro di pistola, in fondo al cortile. Tutto bene, adunque, anzi all right, come ho detto stasera, chiudendo i lavori della seduta preliminare. La signorina Wilson non potrà dire che sto disimparando l'inglese.
—Hai sentito?—mi bisbiglia Filippo, mentre siamo in cammino per ritornarcene al Giardinetto.—La spada è arma più elegante. Caro! te la darò io, l'eleganza! Ma come c'è cascato bene! come ci son cascati tutti! E bisogna darne merito al commendator Matteini, con quella sua scoperta degli spari, che a te, m'immagino, sarà parsa a tutta prima un'indiscrezione pericolosa. Avremo dunque tiro di pistola, assalti di sciabola, assalti di spada, e senza lasciar credere che la proposta venisse da noi. Vedrò dunque la spada di questo Dal Ciotto. Ma anche tu, bello mio, da domattina, devi lavorar bene a rifarti la mano. Ci hai otto giorni per esercitarti; e tanto faremo, che conteranno per sedici, magari per trentadue.—
25 agosto 18…