—Sì, e ne porterò quella pena che a Lei piacerà d'infliggermi. Ma ho bisogno di parlarle; ho bisogno ch'ella mi ascolti, e non mi tratti più da nemico, come ha preso a fare da tanti giorni, senza che negli atti miei ci sia stato mai niente da meritarmelo. Mi risponda schietto, com'io Le parlerò, signorina; con durezza, quanto Le piacerà, dovessi pure morirne, ma con altrettanta sincerità. Che cosa pensa Lei…. di Filippo Ferri?—

La signorina Wilson molto probabilmente s'aspettava tutt'altra domanda. Appariva seccata dalla mia insistenza, ma quasi rassegnata a starmi a sentire. Com'ebbi proferito quel nome, e la domanda a cui s'accompagnava quel nome, andò in collera senz'altro. Senza dubbio le ero parso brutale.

—Signor Morelli!—gridò ella con voce alterata.

Capii allora, di aver domandato troppo: ma era tardi per mutar domanda, ad anche per attenuarla.

—Scusi,—ripigliai, inginocchiandomi quasi,—io perdo la testa, non lo vede? Ho bisogno ch'Ella non trovi un'offesa in ciò ch'io Le ho detto, in ciò che sono ancora per dirle. Vorrei cader qui. Le giuro sull'onor mio, cader qui fulminato, in questo momento; e sarebbe fortuna per me, tanto soffro. Risponda alla mia domanda, come se gliela facesse un fratello maggiore. Ama Ella forse il signor Ferri?—

La signorina Wilson fece un gesto di noia suprema, quasi volesse dire: si va di male in peggio, con costui. Ma il gesto non mutava la condizione delle cose. Ella stette un po' dura, sopra di sè, muovendo convulsamente le labbra. Voleva dire di sì? voleva dire di no? Certo, riuscì a non dire nè una cosa nè l'altra, poichè mi guizzò via con questa bottata:

—Come Lei la contessa Adriana. Le son serva.—

E faceva da capo per andarsene; ond'io fui costretto a trattenerla.

—Ma non è vero….—gridai, singhiozzando,—non è vero ciò ch'Ella dice. Le giuro….

—Eh, faccia un piacere a me, per compenso dell'essere stata a sentirla;—rispose ella, mozzandomi le parole in bocca;—non giuri, e non dica bugie. Che cosa ne importa a me, dopo tutto? S'è scherzato un poco, e male. Non tutti gli scherzi son belli; e il suo non merita certo d'essere portato ad esempio. Ma ci vorrà pazienza, non è vero? e un'altra volta farà meglio. Intanto, io ho celiato con Lei, come Lei aveva celiato con me; botta e risposta, come ieri facevano loro sul tavolato, e tutti pari. Buon giorno.