Ha proferite le ultime parole a voce bassa, quasi bisbigliandole all'orecchio della contadina. Ma io le ho udite egualmente. Ah, dunque è di qua, a mezza costa, che venite a rimpiattarvi, mentre i poveri cristiani vi vanno cercando per monti e per valli? È bene saperlo, signorina.

È molto impacciata negli atti, venendo con me frettolosa a cercar l'uscita del sentieruolo sulla strada di Santa Giustina. Ella non sa che dire, ed io meno di lei; perciò si va silenziosi, seguendo i passi di Buci. Zitti e buci, si potrebbe ripetere col proverbio.

E ora, come dirle che ho usato d'uno stratagemma per levarla di là? che la mamma non c'entra per niente, ma solo un mio capriccio, una mia follia temeraria? Se la signorina Kitty non ride, se ella non ritorna Galatea, la scherzosa Galatea, capace di fare una burla e di soffrirla, io sono perduto. A mezza strada sento rumoreggiare la cascata del mulino; tra poco saremo in luogo meno solitario, dove potremo imbatterci in qualche persona di conoscenza, ed io non avrò più modo di spiegarle l'arcano, lo stupido arcano. Mi faccio un coraggio da leone; mi fermo in mezzo alla strada, costringendola a voltarsi per lo stupore dell'atto improvviso, e le dico:

—Signorina Kathleen, perdoni il mio ardimento; io l'ho ingannata poc'anzi.

—Che cosa dice?

—Che l'ho ingannata, che non le ho detta la verità. La mamma non aveva punto bisogno di lei.

—Ah, volevo ben dire!—

E in queste parole, la signorina Wilson si voltò risoluta, per ritornare ai casali di Santa Giustina. Bel frutto della mia alzata d'ingegno! bel premio alla sincerità della mia confessione!

—Ah, no;—gridai, attraversandole il passo;—non sarebbe degna di Lei, questa fuga. Che cosa penserebbe la vecchia contadina di me, che faccio di queste burle, e di Lei che può tollerarle?

—Ammette dunque che siano intollerabili?—ribattè ella, severa.