—Non è necessario di andar lontano;—risposi.—Qui nel giardino, è più presto fatto.
—Non è possibile.
—Perchè? se ci si tira al bersaglio, mi pare….
—Sicuro,—disse Filippo,—ci si tira al bersaglio, perchè c'è spazio sufficiente, dalla casa al muro di cinta. Il tuo giardinetto è una tabacchiera, mio caro. Ma qui, nel caso nostro, non sarebbe più un bersaglio; sarebbero due bersagli, uno dalla casa al muro, l'altro dal muro alla casa, col rischio, per colui che fosse dalla parte del muro, di uccidere Argia, la tua cuoca, o Pilade, il tuo servitore; due persone che non ti han fatto niente, ch'io sappia.
—Ebbene, alla spada;—conchiusi io, adattandomi ad un ragionamento che non faceva una grinza.
—Alla spada;—rispose Filippo.
Andai subito a cercare le spade, che avevamo lasciate con le altre armi nel salottino, e postele in croce ne offersi le due impugnature al mio avversario. Egli ne prese una, ed io l'altra, muovendo tosto verso il giardino. Ma egli non pensava a seguirmi; teneva la spada in mano come una croce, ne guardava l'impugnatura e metteva un sospiro.
—Che?—gridai stupefatto.—Ti dispiace?
—Eh sì! pensando che le ho portate io…. È dura, sai!
—Rinunzia…. a lei.