—Sì, che è una figlia naturale della __Signora delle Camelie__.
—E voi dite che il Bello….
—È innamorato fradicio di questa donna, e tutto il danaro che egli ruba agli altri, passa per le mani della Violetta, come pel buco dell'acquaio!
—E la signora Momina non ne sa nulla?
—Bravo! se lo sapesse, gli caverebbe gli occhi. Quella vecchia peccatrice è pazza del marito, e gli dà anche una parte de' suoi denari, perchè la sfoggi cogli amici e tiri innanzi a volerle bene. Anche costei ci ha trovato la penitenza de' suoi peccati, in quel suo bel maritino; e chi sa che un bel giorno egli non le faccia scontare tutte le sue ladrerie!…—
Il padre Bonaventura faceva quel discorso edificante, in quella che proseguiva a sarchiellare i suoi orticini e a mettervi le sementi di lattuga. Era un uomo assennato, il padre Bonaventura, e soleva dire che chi ha tempo non aspetti tempo.
Il dottor Collini era rimasto muto, e tutto vergognoso in cuor suo per la soverchiante saviezza del maestro, il quale sapeva tante cose e cavava profitto da tutte.
—Eccovi dunque, mio buon figliuolo,—proseguì il gesuita,—in che modo io tenga stretto il Garasso, e perchè io abbia a così buon mercato i segreti che voi pagate così cari. Ma non ve ne date pensiero più del bisogno; tutti i giorni se ne impara una, ed io sono molto più innanzi di voi nella vita. Soltanto io vi raccomanderò di studiare, di non perdere una parola di tutto quello che udrete narrare da altri, sebbene a prima giunta non v'abbia a parere di molto rilievo. Non v'è nulla d'inutile a questo mondo, e presto o tardi ogni cosa viene in taglio. Sapete la storia del ferro di cavallo?
—Io no; che storia è questa?
—È una storia dell'Evangelio: di uno degli Evangelii apocrifi, intendiamoci bene; che non vorrei esser preso da voi per uno spacciatore di frottole ed un cattivo cristiano. Ve la racconterò, perchè mi pare che calzi mirabilmente al caso vostro.