—Raccontatela, padre mio, se è vero che io debba cavarne profitto.
—Una volta…. Come vedete, la storia incomincia al modo di tutte le altre. Una volta, nostro Signore (e così dicendo il gesuita si cavò umilmente la berretta di velluto) andava a diporto per un paesello, che non so bene se fosse Emaus, o Cafarnao, e gli veniva ai panni l'apostolo Pietro. Andando innanzi, quest'ultimo incespicò in un piccolo arnese di ferro che stava per terra, e chinati gli occhi a guardare, e veduto che era un ferro di cavallo, gli diede un calcio per buttarlo sprezzatamente da un lato della strada. Nostro Signore, che vedeva tutto, si volse e andò a raccogliere quel pezzo di ferro. Pietro, il quale a que' tempi non era ancora il principe degli Apostoli e quel valentuomo che divenne poi, crollò le spalle, come se quella del maestro fosse stata una fanciullaggine. Ma il maestro non disse nulla, e come furono giunti dinanzi alla bottega di un maniscalco, vendette quel ferro di cavallo per due soldi, che gli servirono poco stante per comperare una manata di ciliegie.
—È una graziosa storia!—esclamò il Collini, ridendo.
«—Statemi a sentire, che viene il buono: Pietro non aveva badato più che tanto a quei traffichi, e quasi rideva sotto i baffi di quella lezioncina del maestro, la quale non gli pareva poi molto rilevante. Ma egli avvenne poco dopo che dovessero fare una lunga strada in un luogo deserto, sotto il flagello del sollione. Pietro si lagnava dell'arsura, e non si sentiva più gambe da tirare innanzi.—Se trovassimo una fontana!—diceva egli tra sè. Ma la fontana non c'era, e il povero apostolo moriva di sete. Ma vedete miracolo! Andando con gli occhi bassi e la lingua penzoloni, alla guisa dei cani, vide a terra una ciliegia; la colse e se la mangiò con un gusto da non dirsi a parole. Più oltre gli avvenne di trovarne una seconda, poi una terza, una quarta e via discorrendo, le quali andavano tutte a rinfrescar l'ugola arsiccia dell'apostolo. Sapete il proverbio, Collini?
—Una ciliegia tira l'altra;—rispose il discepolo;—è questo il proverbio al quale accennate?
—Sì, per l'appunto. Una ciliegia tirava l'altra, perchè la tasca di nostro Signore era bucata, e le ciliegie cadevano sempre, senza che egli avesse aria di addarsene. Quando non vi furono più ciliegie, erano giunti al loro destino: Pietro non pativa più la sete, e sebbene non ardisse parlare, ringraziava in cuor suo la previdenza del Maestro. Questo allora sorridendo si volse e gli disse:—O Pietro, uomo di poca fede, crederai tu ora che non c'è nulla di inutile a questo mondo, e che anco un ferro di cavallo, trovato in mezzo alla strada, può giovare a qualcosa?
—L'apologo è bello,—disse il Collini, chinando il capo, ed io voglio farne il mio pro'. Ma intanto, facessi male, o no, a pagare così profumatamente il Garasso, questo Salvani è in nostro potere.
—Non lo nego. Io già ve lo avevo detto là sulla spiaggia di San Nazaro: tutti costoro daranno nella pania da per sè. Sono scapati, pieni di fumo e di vento, e noi potremo, quando ci paia, farli ballare sulla croce di un quattrino. Ma credete voi ora non ci sia nulla, proprio nulla di meglio da fare?
—E che cosa?—esclamò trasognato il Collini.
—Prendete questo cannocchiale.