—Sì, sì! Aspetta a me!—gridò Michele, in atto di scagliarsi sul fuggente. Ma la fanciulla lo trattenne da capo.

—Michele, per amor mio, fermatevi! Ora bisognerà fare avvisato d'ogni cosa Lorenzo.

—No, padroncina! Ci pensi due volte, innanzi di farlo. Egli è così latino delle mani….

—E voi!—interruppe Maria.

—Io? Gli è un altro paio di maniche. Io posso dar liberamente due golini a quel figuro, senza che alcuno ci trovi a ridire. Il signor Lorenzo non potrebbe cavarsene il ruzzo, senza aver pagato prima la pigione. La gente potrebbe dire che egli mena le mani per pagare i debiti. Io me ne intendo un poco, delle leggi della cavallerizza!—

Michele voleva dire cavalleria; ma è già noto ai nostri lettori che
Michele, in materia di lingua, pigliava spesso dei granchi.

—Sta bene,—disse sorridendo la fanciulla,—ma appunto per questo negozio della pigione bisognerà parlargliene.

—No, no, padroncina! Lasci fare a me!

—E che cosa potreste far voi, mio povero Michele?

—Io? La non mi conosce ancora. Ci ho un disegno in capo, e chi sa che non n'abbia a venir fuori un costrutto! Ella mi prometta di non dir nulla fino a domattina….