—Quando si dice il destino! Tornavo di là, dove mi ha mandato il signor Lorenzo, ed ecco m'imbatto in un vecchio compagnone, il quale m'invita ad andare insieme con lui per centellarne un bicchierino di quello che pizzica. Il diascolo mi tentava; ma mi ricordo che per non recarle molestia avevo preso la chiave di casa, e che Ella avrebbe potuto accorgersi che la non c'era più nella toppa. Dico di no, e corro difilato a casa. Entro appena in sala, odo parlare nel salottino, e mi pare di riconoscere la voce di questo signore. Non per ispiare, veh! ma perchè, tant'è, non l'ho mai avuto in buon concetto, mi avvicino all'uscio, e per l'anima di…. non lo sento a dirle villania?… In ginocchio, triste furfante! Insultare una santa!…

—Michele!

—Sì, mi lasci dire, padroncina; una santa! E costui ha l'ardimento di dire…. di credere…. che…. Insomma, o ch'io non mi chiamo più per nome Michele, o ch'io l'ho a fare a pezzetti, come uno spezzatino di vitello!—

Ed era per far venire i fatti dopo le parole, quando Maria s'intromesse, e accennando con la mano al fiero Michele che stesse cheto, disse con accento deliberato al Ceretti:

—Se ne vada di qua!

—Sì, me ne vado;—rispose il biondo Arturo, mentre cercava di racconciarsi alla meglio le vestimenta sgualcite,—me ne vado…. Ma costerà salata! Se quest'oggi non entra in casa la pigione, andranno presto a dormire su d'una strada. Ah, signori miei, sanno il proverbio: chi cerca trova.

—Sicuro;—disse di rimando Michele.—Chi cerca trova…. e qualche volta anche quello che non aveva cercato! Intanto La cerchi il suo cappello, che è rotolato sotto la sedia.—

Il Don Giovanni, turbato com'era, si chinò a raccattare il cappello, e col capo basso, i pugni chiusi, e i denti stretti, passò in mezzo a quei due. Se gli antichi Romani non fossero gente da rispettarsi, anche nella sconfitta, diremmo che egli pareva un Romano il quale passasse sotto le forche Caudine.

Appena fu giunto all'uscio, si volse e con un gesto di minaccia ripetè:

—Vi costerà salata!