—O dal bianco al nero!—soggiungeva un altro.

—E perchè dice questo, Lei? Non le par forse che io dica la verità?

—Dio me ne guardi! Ma chi le distribuisce, tutte queste limosine?

—Oh, fior di galantuomini; ottimi ecclesiastici, ed altre religiose persone.

—Sta bene; ma sono accorte egualmente?

—Come sarebbe a dire?

—Che la limosina fatta alla cieca, non è altro che uno sfoggio superbo, epperò avvilisce l'uomo, senza migliorarne lo stato. Oltre di che, mentre se la spartiscono i raccomandati, la vedova muore di fame con la sua figliuola, dopo avere inutilmente bussato all'uscio signorile, e l'onesto bracciante è cacciato dalla casupola perchè non ha pagato la pigione, e non ha lisciato acconciamente il fattore di Sua Eccellenza.

—Sarà; ma intanto dove mi trova Ella un uomo che spenda centomila lire in elemosine, come il marchese Antoniotto?

—Eh, non dico già questo per levargli il merito. Alla stretta dei conti son sempre uomini commendevoli, e degni, d'esser fatti consiglieri e sindaci della città.

—Ahi questa che Ella dice è una gran verità! Costoro almeno amministrerebbero a dovere il danaro del comune, e non ci sarebbe risico….