—E state qui meditabondo. Aloise, Aloise, voi covate qualche alto disegno nel profondo dell'anima.
—Io?…
—Sì, voi; ma non ve ne faccio un delitto;—proseguì con voce quasi melata il Torre Vivaldi, in quella che metteva dimesticamente il suo braccio sotto quello di Aloise, e lo tirava fuori dalla strombatura della finestra per condurlo in giro nelle altre sale.—Voi non siete come tutti gli altri della vostra età; io già me n'ero avveduto da un pezzo. Voi avete capito che la vita di un uomo pari vostro ha uno scopo più grave di quello che non si pensi dalla comune dei nostri giovanotti, e ve ne lodo. Ma di ciò parleremo a lungo, perchè avete da essere amico mio, non è vero?
—Signor Antoniotto….
—Bene, bene siamo intesi. Frattanto bisogna che facciate qualche cosa, che danziate, e vi mettiate a conversare con qualcheduna delle nostre signore. Voi saprete meglio di me che le donne non sono disposte a patire l'autorità degli uomini, se questi in alcune cose non si adattano alle loro frivolezze. Volete che vi presenti alla Torralba, che è là seduta?—
XXVII.
Come la bella Ginevra non avesse ad essere molto contenta dei fatti di
Aloise di Montalto.
Aloise avrebbe voluto ringraziare il marchese Antoniotto della sue cortese profferta, e rispondergli destramente come non gli andasse punto a' versi essere presentato alla marchesa Torralba. Ma non era più tempo. Il marchese Antoniotto, senza aspettare la sua risposta, lo aveva già condotto così dirittamente verso quella signora, che non c'era più modo di dare indietro.
I lettori conoscono già per un breve cenno la marchesa Torralba, quella gentildonna dalle carni del color del latte e dai lineamenti soavi, tutta impastata di bontà, tutta dolci pensieri significati con dolci parole da una voce melodiosa, sebbene un po' gutturale. Per rammentar loro quel tipo, non facciamo altro che copiare a un di presso le nostre parole.
La marchesa Maddalena accolse benissimo il nostro Aloise, che si presentava a lei sotto gli auspicii del grave marito della Ginevra, e il vecchio cavaliere, Cupido scadente, dai capegli brizzolati e dalla faccia grinzosa, che le faceva compagnia, approfittò della loro venuta per svignarsela e correre attorno.