Egli disse ciò con un piglio così concitato, e strinse così forte il braccio della dama, che ella volse rapidamente il capo, guardando in volto Aloise, come trasognata. Lo stupore della signora Maddalena era tale, che ella non badò neppure alla scortesia, del resto involontaria, di quella pazza sfuriata del suo cavaliere.

La signora Maddalena era donna, e le parole di Aloise erano così chiare, che l'uomo più corto d'ingegno le avrebbe capite. Però ella non durò fatica ad intendere il segreto del giovine, e fu come un velo che si squarciasse d'improvviso davanti a lei.

Aloise amava la bella Ginevra, e tanto più fortemente, tanto più profondamente, in quanto che egli appariva un uomo di tempra vigorosa e di pensamenti severi. Quella era dunque la riposta cagione della sua astrattezza, de' suoi modi impacciati. E allora le tornarono a mente quelle poche parole dette dal marchese di Montalto in risposta al Cigàla. Ella capì che erano state dette per Ginevra, sebben costei le avesse voltate ad elogio dell'amica. Ma perchè la Ginevra aveva mostrato di non accettarle per sè? V'era egli forse una segreta ruggine tra lei e il Montalto? Ginevra aveva forse voluto punzecchiarlo?

La signora Maddalena non poteva adattarsi a questa opinione. Ginevra era nobilissima d'animo, ed ella non si ricordava d'averla udita mai usare scortesia ad alcuno, o dir parola che sapesse d'amaro. Ella poi non poteva indovinare fino a che punto fossero inoltrate le cose. Rammentava d'aver udito poc'anzi che il marchese di Montalto metteva il piede quella sera per la prima volta in casa Torre Vivaldi; ora come si poteva credere che tra la Ginevra e lui ci fosse alcun che? E d'altra parte, perchè mai Aloise era turbato a quel modo? Insomma, la signora Maddalena si stillava il cervello senza indovinare la verità. Ma una cosa era certa, e le ultime parole del giovine l'avevano posta in chiaro. Aloise amava Ginevra; Aloise era fuori di sè.

Simiglianti scoperte riescono sempre argomento di riso o di rammarico, secondo l'indole di chi ne è venuto a capo. Però il primo pensiero di quella affettuosa gentildonna fu di pietà. Aloise le apparve come un povero ferito, che ella avesse raccolto sul campo di battaglia. E nondimeno dover tacere, non potergli dire che lo aveva inteso e che s'impietosiva a' suoi patimenti! Fu questo un nuovo rammarico per la marchesa Torralba, la quale poteva dire come Bidone: __Non ignara mali, miseris succurrere disco__.

Intanto com'era ben custodito il segreto di Aloise! Francava la spesa di tenerlo sei anni, sei lunghi anni celato, se in una sera di vicinanza egli doveva spiattellarlo a quel modo! Ma purtroppo l'amor fa come le selci, che, fino a tanto le si tengano divise, vi appaiono mute ed inerti come debbono esser i sassi; ma fate tanto di percuoterle l'una sull'altra, e subito vi sprigionano scintille.

Con questi cominciamenti, pensate voi che allegra __mazurka__! Aloise era sdegnato con sè medesimo per quelle sue sconsiderate parole, e non ardiva aggiungerne altre. Alla marchesa Maddalena poi, quella scoperta era cosiffattamente feconda di molesti pensieri, ch'ella non aveva tempo a dir nulla. Ella inoltre con quel fine accorgimento che è della donna, notava che il suo malinconico cavaliere, ogni qual volta i giri del ballo lo riconducessero presso Ginevra, si faceva rosso in viso, e il cuore gli dava le battute doppie.

Come a Dio piacque e all'orchestra, la __mazurka__ ebbe fine. Aloise accompagnò, sempre muto e contegnoso la signora Maddalena a posto, e poco di poi, cogliendo il momento opportuno, si allontanò, andando difilato nella sala più remota del palazzo, dove si buttò su d'un seggiolone, e vi rimase corrucciato, facendo a pezzi i suoi guanti paglierini, che non ci avevano colpa.

—Che fo io qui? Il mio cuore è pieno di amarezza. Amo quella donna come un dissennato, e non so mettere insieme quattro parole da dirle, sicchè ella m'avrà in conto di uomo noncurante, o scemo come tanti altri. E suo marito che viene a mettermi tra l'uscio e il muro, presentandomi alla marchesa Torralba! Ed io che non so cavarmi d'impiccio! Ma come fare? Era debito di cortesia lo stare accanto a quella donna gentile…. E intanto, chi sa? con tutta la mia sollecitudine intorno a lei, avrò forse dato molestia ad un povero diavolo che rama. Ed ella stessa a prima giunta avrà creduto…. sì certo; ma adesso non avrà a temer nulla; sebbene avrei potuto tenere una strada diversa, e non esser villano per mostrarmi sincero. Ora, quel che è peggio, ho lasciato trapelare il mio segreto. La signora Maddalena saprà che amo Ginevra, e Ginevra non ne sa ancor nulla; io non mi sono certamente diportato in modo che ella potesse avvedersene. Qual concetto si sarà fatto di me? Le sue parole non mi hanno fatto scorgere ch'ella mi crede invaghito della Toralba? Oh, in fede mia, che è stato un bel cominciamento! Ella almeno s'è ingannata; mentre io ho veduto che a lei non ne importa un bel nulla. Ma che donna è costei? Che pensieri girano per quella testa? E che so io? È bella, stupendamente bella, ed io darei dieci anni di vita per poterle parlare con quella disinvoltura che avevo accanto a quell'altra. Suvvia, Aloise….—

Così dicendo si alzò, mettendosi a passeggiare per quella sala, dove la luce dei doppieri era più mite e dove giungeva più fiocco il rumore della festa.