—Suvvia, Aloise! Bisogna superare questa ritrosia bambinesca, farsi animo, ed essere con lei quello stesso che sono con altre. Che dirà ella, alla perfine, vedendomi sempre così asciutto e freddo come un giorno di febbraio?—

L'immagine del giorno di febbraio lo fece sorridere, sebbene mestamente, e la sua fantasia proseguì su quel metro.

—Sì, bisogna ch'io mi scaldi, e scaldi a mia volta la statua di ghiaccio. Ella non ama nessuno, e questo mi è noto. Per bellezza di forme e nobiltà di pensieri ella appare troppo alta ad ognuno di questi adoratori pedestri, ed è giusto. L'amore soltanto, l'amore sconfinato, può levarsi all'altezza di quella donna. E per questo, Ginevra, voi non istarete molto a saperlo, non c'è chi mi vinca.—

In quella che Aloise dallo sconforto correva alla fede, e cavando di tasca un altro paio di guanti si rifaceva verso la porta della sala deserta, udì nella camera attigua alcune voci di uomini e donne che dicevano:—La quadriglia! suonano la quadriglia.—

E allora gli sovvenne della quadriglia che doveva ballare colla marchesa Maddalena. Giungeva proprio in mal punto, quel ballo cerimonioso!

Quando Aloise fu presso alla marchesa Torralba, vide accanto a lei Enrichetta Corani e il Nelli di Rovereto, suo cavaliere per la quadriglia, il quale chiedeva alla marchesa se ella avesse già scelto una coppia di riscontro.

—Io no;—rispose la signora Maddalena.—Chiedetelo al mio cavaliere, che giunge a proposito.

—Che c'è?—disse Aloise al capitano.

—Chiedevo alla marchesa se non avesse coppia di riscontro per la quadriglia, ed ella si rimette a te. Perciò ti prego…. ed anzitutto ti presento alla mia dama.—

Aloise fece un profondo inchino alla Corani, e fu stabilito il riscontro fra le due coppie, che andarono nel salone di Flora a mettersi in figura.