—Scusami,—disse dunque Aloise,—io non credo che l'amore sia una canzoncina, come nelle opere in musica, da doverla schiccherare ad una moltitudine di spettatori, attenti e disattenti. È uomo dappoco chi non sa tenersi in corpo la sua malinconia. Senonchè, giunti una volta alle strette, non è più dato nascondere i propri mali ad un amico provato….
—Sei dunque contento che io t'abbia letto nel cuore?
—Sì, perchè tu non vorrai rider di me.
—Figurati se ne ho voglia! Ma che cosa intendi ora di fare?
—Lo so io, forse?—esclamò il Montalto, levandosi da sedere.—Amo fieramente questa donna; e, vedi maledizione, sono impacciato accanto a lei, contegnoso, freddo come un pezzo di marmo. Come se ciò non bastasse, debbo per cortesia stare mezz'ora accanto alla Torralba, ballar due volte di fila con lei, quasi che io fossi venuto per la marchesa Maddalena. E questo, se pure s'è curata un tratto de' fatti miei, questo avrà potuto pensare la marchesa Ginevra.
—A dirti il vero, Aloise, sulle prime l'ho pensato ancor io. Mi pareva una corte __in formis et modis__.
—To', vedi? Pure non c'era ombra di vero. Ma che cosa avrà ella creduto di me, che, avvicinandomi a lei per la prima volta, non so dirle quattro parole, e non ho disinvoltura, nè grazia, fuorchè accanto ad un'altra?
—Sì, questi sono pur troppo i contrassegni dell'amore; sebbene io penso che la natura avrebbe fatto meglio a darcelo senza tanti fastidii. E il peggio è che la donna, quando ci abbia il cuore tranquillo, non bada alla eloquenza delle nostre contraddizioni. Dico nostre, così per dire, che in quanto a me, soglio amare con parsimonia, tanto da non perder mai la tramontana.
—Il che vuol dire non amar punto;—interruppe Aloise.
—Come ti garba, ma essere amati di più. Vedi tu il bel guadagno che hai fatto a perderti d'animo. E nota che a correr diritto ci avevi proprio trovata la strada fatta!