—Vogliono dunque regalarci un altro Novantatrè?

—Per l'appunto. Io so che nelle loro conventicole si va dicendo che il popolo ha diritto a goder la sua parte come i signori; che ne' passati rivolgimenti non s'è dato unto che bastasse alle macchine, e che s'ha da rinnovare anche ora, in casa nostra, la mareggiata di sangue.

—È il solito ragionamento dei rivoltosi. Ma qui ci bisognerà pigliare provvedimenti solleciti….

—Non tema, signor marchese. Veglia Bonaventura, che li metterà tutti a segno. Ho gente fidata che li vigila, e taluno fra gli altri che ci ha le sue brave rivincite da prendere.

—Rivincite! E chi mai?

—Il dottor Collini. Quello è un uomo che si metterà all'opera colle mani e coi piedi.—

All'udir quel nome, il marchese Antoniotto fece un tal verso colle labbra che voleva dire: non mi parlate di costui.

—Ella non vede di buon occhio il Collini?—chiese il padre
Bonaventura, che si era avveduto dell'atto.

—Io no, lo confesso schiettamente;—rispose il Torre-Vivaldi.—Sarà un mio dirizzone, un pregiudizio, e quanto Ella vorrà di peggio; ma, tant'è, io non posso mandarlo giù. I miei maggiori furono gentiluomini e prodi soldati, che non temettero di offendere la fede dei loro padri sguainando la spada per difendere l'onore, quando credettero che fosse in pericolo.—

E così dicendo il marchese Antoniotto, alla baldanza dello sguardo e dell'accento, mostrava chiaramente che un po' di buon sangue lo aveva pure nelle vene.