—Nè io potrei darlene biasimo,—soggiunse il padre Bonaventura, la cui religione si piegava facilmente a tutti i rispetti umani, a tutte le debolezze, come a tutte le tirannidi;—ma che vuole? Chiedere forse la prodezza dell'animo a chi non l'ha ereditata col sangue? Il Collini non è un leone; ma per contro è accorto, operoso e fedele….
—Sì, perchè si strugge d'ambizione; perchè vuole arricchire a ogni costo.
—Questo poi è verissimo; ma noi dobbiamo pigliare gli uomini come sono, e contentarcene, purchè giovino all'intento comune.
—Ma non stimarli punto!—interruppe il gentiluomo.—Ed ora mi dica su chi ha da pigliarsi la sua rivincita costui.
—O come, non l'ha indovinato? Sul giovine Salvani, quel tale che è sceso a combattere invece del Collini col marchese di Montalto. Costui è uno dei capi, come in altri tempi suo padre. Già, chi di gallina nasce convien che razzoli.
—Ah, ah, capisco;—disse con piglio ironico il marchese Antoniotto.—Il dottor Collini non può menargli buono di essersi mostrato più animoso di lui. Benissimo. Queste cose del resto non mi riguardano punto; ognuno la pensa a suo modo, e noi finalmente caviamo il bene dal male.
—È una gran massima, signor marchese! Ma, a proposito del Montalto, lo ha veduto Ella?
—L'ho veduto; egli è in casa mia, mentre parliamo. Un giovine garbato, in fede mia, quantunque assai malinconico! Dalle poche parole che abbiamo barattate, mi è sembrato che debba avere molto ingegno ed altrettanta alterezza di mente.
—Lo credo; è di buona schiatta. Ed Ella, signor marchese, gli avrà fatto buon viso….
—L'ho accolto come il più ragguardevole de' miei convitati.