—Non v'intendo, padre mio.

—Ah, vedo che bisognerà rinfrescarvi la memoria. Il negozio del vostro banco…. Come si chiama il vostro banco? Cardi e….

—Cardi Salati e compagni.

—Benedetto nome! Cardi Salati e compagni; me lo dimentico sempre. Or dunque, vi siete già intesi?

—Ma…. non ancora. Credevo che fosse un negozio poco urgente, da parlarne poi, a bell'agio e a mente riposata.

—No, no, v'ingannate, figliuol mio. È urgentissimo, anzi, e mi sta a cuore.

—Vi sta a cuore!—notò a denti stretti il Collini.—Io del resto ne ero già entrato, ma così alla grossa, e senza conchiuder nulla. Sapete che siamo cinque socii, che anzitutto a trovarci tutti insieme, e poi a persuaderci scambievolmente…. D'altra parte, si tratta di una somma ragguardevole, e di questi giorni non credo ci sia tanto danaro in cassa da poterne cavare tutto questo in una volta.

—Pretesti! ragazzate!—sentenziò Bonaventura. Queste cose s'hanno a poter fare in mezz'ora. Quanto al danaro, ne entrerà tutti i giorni. E poi, perchè lo tenete, se non per darlo a prestito e guadagnarvi su? Ora, questo negozio è d'oro, e così buone occasioni non capitano mica ogni giorno!—

Il Collini non rispose nulla a queste considerazioni; ma, con accento da cui trapelava un tal po' d'amarezza, ne fece egli un'altra al maestro.

—Avete una gran voglia di aiutarlo, questo nobile spiantato!