Barudda diè fine alla predica con un altro e più romoroso de' suoi amabili suoni, al quale uno spettatore rispose per tutti: «buon pro' vi faccia!» e se ne andò pe' fatti suoi.

Così ebbe fine l'episodio, o, come dicono in Parlamento, __fu chiuso l'incidente__. Intanto il Guercio aveva saltato le panche, ed era venuto di costa al Garasso, che lo aspettava.

—Oh, eccovi qui, buona lana!—disse il Bello.

—Presente!—rispose l'altro.—Volete che andiamo a bagnarci il becco?

—S'intende. Ho da parlarvi a lungo.

—E anch'io, perdinci!

—Che ve ne pare?—disse il Bello.—Andiamo dalla Piccina? Laggiù ci si sta come papi.

—No, non ho tempo da perdere. Andremo qui presso, a dare una scorsa all'Acquasola. Tanto, per me la è tutta strada. E poi, lassù non avremo cattivi vicini. Che cosa ne dite?—

Il Bello, sulle prime, aveva arricciato il naso a quella proposta del Guercio. Ma egli aveva anche posto la mano sulla tasca, come per tastare qualcosa che v'era dentro, e il buon esito della sua ispezione lo aveva raffidato; però rispose al compagno:

—Come vorrete, amicone. Andiamo all'Acquasola.—Sull'uscio della stamberga trovarono Maddalena, a cui il Guercio, passando rasente, diede con garbo popolesco un colpo di spalla.