—Come voi, Garasso, come voi!—ribattè il Guercio, ghignando.
—Sentite, Bastiano;—disse il Bello, facendo le mostre di non averlo udito.—Facciamo un po' d'abbaco.
—È il mio passatempo! facciamo d'abbaco.
—Mille lire,—proseguì il Bello,—divise per sei, quanto danno?
—Ho già fatto questo conto più volte,—rispose il Guercio gravemente,—e mi torna sempre centosessantasei lire, sessantasei centesimi, e il resto divisibile all'infinito.
—Male, male! e dove avete lasciato le regole della nuova divisione?
—Della nuova?
—Cioè, nuova no, ma diversa! parlo di quella d'Arlecchino.
—E come divideva Arlecchino?
—Eccovi qui; faceva tanti mucchietti, l'uno daccanto all'altro e contava: questo a me—questo a te—questo a me. Poi si fermava e tornava a contare: questo a me—questo a te—questo a me; poi….