—Ma…. io non vi cerco! Siete voi altri che volete innalzarmi, non io. Mi volete grande e grosso? Pagatemi. Non vi par che io ragioni a modo?
—Come un libro stracciato;—soggiunse il Bellavista.
—Abbiti dunque le dugento lire; seicento che rimangono salve dalle vostre unghie, le spartiremo tra noi quattro.
—E lagnati ancora, manigoldo! Vi buscate centocinquanta lire a testa, e non siete contenti? Che cosa vorreste ancora? Se io le avessi ogni giorno, e lavorando un'ora sola, mi parrebbe d'esser più ricco dei Parodi, e vorrei che passando da' Banchi tutti mi facessero largo e si cavassero il cappello, come quando passa qualche ladro dei grossi….
—Hai ragione! hai ragione! finiscila dunque!—interruppero i colleghi.
—E adesso che ci siamo intesi,—soggiunse il Bellavista,—beviamone un bicchiere alla salute del maresciallo.—
La proposta fu accolta all'unanimità. Uno della brigata diè di piglio alla damigiana che stava lì presso, e versò il vino nei bicchieri, che corsero in giro parecchie volte, tra gli evviva più sperticati e più strani al collega Architetto.
Il Guercio se la rideva sotto i baffi, perchè, non mettendo in conto l'orologio e la catenella del suo tenore col tremolo, quella sera guadagnava milleduecento lire senza molta fatica.
L'Architetto, dal canto suo, se si faceva pagare per due, sapeva bere all'occorrenza per quattro. E così fece quella sera; se pure non è più giusto il dire che bevve per sei. Tanto per quella sera il lavoro era interrotto, e non si doveva ripigliare se non la mattina, allorquando il frastuono della via soprastante avrebbe soffocato il rumore monotono e traditore dei loro picconi. E il nostro Architetto, reso eloquente dal vino, raccontò candidamente ai colleghi che il sogno della sua vita era stato mai sempre di essere carabiniere, anzi carabiniere a cavallo. E d'essere carabiniere e di trottare in __corrispondenza__ da una stazione all'altra, sognò veramente un'ora dopo, quando il vino, facendo il suo effetto, lo ebbe dato per morto in braccio a Morfeo.
Forse in quell'ora medesima, un vero carabiniere, disteso nel suo letticciuolo, sognava di aver vinto una quaderna al lotto, e di non portar più il pennacchio rosso e cilestro.