—Scusatemi, Giacomino,—disse il Pietrasanta, che già sapeva il nome del giardiniere,—ma non mi sembra poi una gran cosa da meritare un nome così bello e una così nobile preferenza.
—Oh, perchè lo vede così nudo. Ma nella buona stagione c'è tutto il verde dintorno; la signora marchesa poi fa rimettere a posto tanti altri sedili di maiolica, stendere un gran tappeto su questa tavola di lavagna, e una bella tenda fra gli alberi, per custodirsi meglio dai raggi del sole. Io poi ci porto dei fiori; la cameriera ci porta dei libri e il telaio da ricamo della marchesa; il servitore dei rinfreschi per tutti i signori che vengono qui a far conversazione con Sua Eccellenza.
—Ah! mi ricordo,—disse Pietrasanta, volgendosi ad Aloise,—che il piccolo Riario mi parlava di un certo ritrovo, dove si faceva crocchio intorno alla bella marchesa. La Corte di Amore! Il nome è bello, e probabilmente la presenza della signora farà bello anche il luogo.
—Ora, se le loro Signorie vogliono vedere la grotta….
—La grotta! C'è una grotta? Sicuro che vogliamo vederla.
—Va pure;—disse Aloise,—io non ti seguo.
—Perchè? Sei forse stanco?
—Sì, un po'; ma non te ne dar pensiero. Ti aspetterò qui seduto sull'erba, e tu mi porterai le novelle dell'antro muscoso.
—E delle stalattiti. Perchè,—soggiunse il Pietrasanta, volgendosi al giardiniere,—ci saranno anche le stalattiti; non è egli vero, Giacomino?
—L'ha da vedere, Vossignoria, che grotta!—rispose questi.—Non se ne trova una così bella, anco a farsela naturale.