—C'è qui il maggiordomo del nonno di Vostra Eccellenza, il quale ha gran premura di parlarle.—
In molte case nobili di Genova i servitori non hanno ancora perduto l'uso di dare dell'Eccellenza al padrone. In altri luoghi d'Italia, in cambio di smetterlo, si dà quel titolo a tutti, come il governo darebbe una croce di cavaliere. La qual cosa non fa male a nessuno, e un'usanza val l'altra.
—Mio nonno!—esclamò Aloise, volgendosi al Pietrasanta.—E che diamine vuole mio nonno da me?
—Vorrà forse far testamento,—rispose l'amico.
—Oh, questo l'avrà già fatto, e penso che non abbia neppure molto pensato al suo nipote. Ci ha certi figuri d'attorno!
—Basta, va a vedere che cosa vuole. È anche l'unico modo di saperlo.
—Tu parli come un savio della Grecia!—disse Aloise; ed entrò difilato in un'altra camera dove il maggiordomo del vecchio banchiere Vitali stava ad attenderlo.
Fu grande la meraviglia del marchese di Montalto quando seppe che suo nonno, il quale era sempre a letto ammalato, lo scongiurava che andasse da lui, ma non di giorno, sibbene in punto di mezzanotte, ora prediletta degli innamorati, dei congiurati e delle fantasime.
XII.
Di un vecchio che voleva vivere e non voleva fare testamento.