—Eppure questa bevanda, signor Vitali, le concederebbe una notte più calma.

—Sì; ma il giorno dopo io mi sento più fiacco di prima.

—Eh, certamente si sentirà fiacco; ma non ha il dolce chi non vuole l'amaro. Se quella bevanda le concilia il sonno e le fa riposare lo spirito, è segno che giova. Ella poi sa come siano insonni e dolorose le sue notti, quando ricusa di bere.

—È vero!—disse l'ammalato.

—E che lugubri fantasie l'assalgono nei sogni….

—È vero, è vero!—ripetè il Vitali, crollando mestamente il capo.

—Ella vede allora tante cose spiacevoli; vede sua figlia moribonda; vede l'ombra del padre Martelli….

—Non è vero! Non è vero! Sono invenzioni!—gridò spaventato il vecchio.—Io non vedo l'ombra di nessuno, perchè non ho rimorso di nessuna cosa al mondo.

—Meglio per lei, se non ha rimorsi;—soggiunse asciuttamente quell'altro.—Intanto mandi giù quella bevanda mirabile, e ne avrà giovamento. E poi, pensi anche un tantino a quella tal cosa che sa. Veda, figliuol mio: qui tutti le vogliamo un gran bene, e non la lasciamo un momento, poichè ci è cara la sanità del suo corpo, come la salute dell'anima sua. Ella non ha nulla da confessare, nessun debito da riconoscere. Per la vita, come per la morte (che tutti dobbiamo aspettarci il peggio da un giorno all'altro) faccia il suo testamento, in modo che se ne vantaggi, a maggior gloria di Dio, l'Ordine nostro in Roma, e quella società che ne prosegue qui in Genova tanto gloriosamente le tradizioni.

—Il testamento non sarebbe valido;—ripiccò l'ammalato, che si appigliava a tutti i pretesti, per isfuggire dalle strette dell'uomo vestito di nero.—La Compagnia di Gesù, come ente morale, è stata abolita negli Stati Sardi, e, secondo il Codice, non ha più potestà di succedere. La società di San Vincenzo, poi, non è legalmente riconosciuta….